News Borsa Rifiuti |
| Posted: 07 Feb 2008 08:53 AM CST Ecodom e ReMedia hanno ufficializzato una partnership nella gestione logistica dei RAEE di propria competenza che li vedrà d'ora in avanti condividere know-how ed esperienze. L'accordo tra Ecodom e Re.Media è finalizzato alla condivisione di know-how ed esperienza per ottimizzare l'efficienza della propria operatività a vantaggio degli associati e di tutti i cittadini. Concretamente, l'accordo prevede che i due sistemi collettivi ritirino e gestiscano i rifiuti RAEE come segue: raggruppamento R1 (apparecchi per la refrigerazione e condizionamento) e R2 (grandi elettrodomestici bianchi) saranno gestiti da Ecodom, anche nelle aree assegnate a ReMedia, mentre ReMedia ritirerà il raggruppamento R4 (apparecchiature informatiche per comunicazioni, consumer electronics, apparecchiature di illuminazione e piccoli elettrodomestici) anche nelle aree assegnate a Ecodom. |
| Passi avanti nel riciclo dei RAEE Posted: 07 Feb 2008 07:55 AM CST E' nato un nuovo consorzio per il recupero dei metalli rari presenti nei rifiuti elettronici. Le società giapponesi Dowa Holdings, Mitsubishi Materials e Furuya Metal hanno creato un consorzio per il recupero di 19 metalli rari presenti nelle apparecchiature elettriche ed elettroniche fuori uso, come gallio, palladio, nichel e platino. All'attività del neo-consorzio giapponese si aggiungono i progressi della società inglese Axion Recycling, in tema di estrazione degli additivi presenti nelle parti in plastica dei RAEE: le due tecniche elaborate, Creasolv e Centrevap, hanno l'obiettivo di conseguire in tempi brevi i risultati di riciclaggio e recupero fissati dalle direttive RAEE. |
| G.U. - Disposizioni per emergenza rifiuti in Campania Posted: 07 Feb 2008 07:31 AM CST E' stata pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale n.28 del 2 febbraio 2008 l'Ordinanza del Consiglio dei Ministri del 30 gennaio 2008 recante "Disposizioni urgenti per fronteggiare l'emergenza nel settore dello smaltimento dei rifiuti nella regione Campania e per consentire il passaggio alla gestione ordinaria" (Ordinanza n. 3653). |
| Il sistema integrato dei rifiuti in Sardegna Posted: 07 Feb 2008 05:02 AM CST Il Presidente della Regione spiega il processo di smaltimento dei rifiuti riciclabili: le filiere della carta, del vetro e della plastica, dalla selezione dei materiali fino al loro riutilizzo. Nell'isola una situazione positiva con degli obiettivi importanti a breve termine. inquinamento, rifiuti, discaricaCAGLIARI, 5 FEBBRAIO 208 - Durante una conferenza stampa dedicata all'emergenza dei rifiuti in Campania, il Presidente della Regione, Renato Soru, ha illustrato punto per punto la situazione generale delle filiere del riciclo in Sardegna: cosa si è fatto negli ultimi anni e cosa resta da fare perché il sistema integrato dei rifiuti riciclabili sia completo e autosufficiente. Questo il passaggio del discorso del Presidente Soru: "Nella nostra regione, in questi anni, si è portato avanti il progetto complessivo del sistema integrato di smaltimento dei rifiuti. Questo prevede che in ogni provincia ci siano le discariche in maniera più che adeguata - e finalmente anche la provincia di Cagliari ha individuato la discarica a Uta e la provincia di Oristano ha individuato la discarica ad Arborea e, perciò, in tutte le province: discariche, raccolta differenziata e, per quello che non si riesce a differenziare, impianti di selezione meccanica. Questi sono capaci di fare quello che si dovrebbe fare in casa: separare l'umido con gli altri prodotti riutilizzabili, la carta innanzitutto, il vetro, la plastica, i metalli. Quindi: raccolta differenziata e impianti di selezione meccanica in ogni provincia. E poi l'impianto di compostaggio che trasforma la parte umida in terriccio che poi viene riutilizzato, lo riutilizza l'Ente foreste (ha iniziato a farlo); e poi il sistema di riciclo del materiale riciclabile. Il sistema della carta, del vetro e della plastica innanzitutto. E poi in ogni provincia ci sono uno o più punti di stoccaggio e di primo trattamento di tutti questi prodotti riciclabili e nel sistema sardo si sta facendo in modo che ci sia anche l'industria che poi completa le filiere e fa sì che non solo si raccoglie la carta, non solo si faccia il primo trattamento, ma la si trasformi nuovamente in carta utilizzabile e c'è addirittura una cooperativa sociale che poi la trasforma in quaderni, agende, block-notes, cartelle. Per cui tutta la carta raccolta in Sardegna viene ritrasformata a riutilizzata in Sardegna, e dà lavoro ai sardi. E la filiera del riciclo della carta è chiusa. Così come è chiusa la filiera del riciclo della plastica: tutta la plastica che si raccoglie in Sardegna viene trattata da un bellissimo impianto di Macchiareddu che la trasforma in scaglie di plastica, e c'è un impianto nel Sulcis che la trasforma in prodotti finiti come panchine e cose di questo genere. E ora che continuiamo a crescere nella quantità raccolta, questi impianti sono capaci di trattare tutte le quantità che la Sardegna riuscirà a riciclare nel 2012 quando raggiungeremo il 70 per cento. Si chiude la filiera della carta, della plastica, sul vetro facciamo il pre-trattamento ma non abbiamo ancora una vetreria che possa ritrasformare questo vetro in prodotto finito. E io spero che nei prossimi anni, anzi faremo in modo che avvenga, che si chiuda anche la filiera del vetro. Così come è in costruzione in questo momento nel Sulcis un bellissimo impianto che chiude la filiera del riciclo degli pneumatici, che fino ad adesso abbiamo visto scaricati dappertutto, recuperando il cordino d'acciaio e soprattutto recuperando le scaglie dello pneumatico che poi vengono mischiate al bitume e servono per produrre un prodotto particolarmente importante che è il manto bituminoso drenante la pioggia che si usa adesso nelle strade. Così come un impianto è stato aperto a Macchiareddu per lo smaltimento degli elettrodomestici (televisori, computer, frigoriferi e così via), un altro impianto misto sempre per questo tipo di smaltimento e altri smaltimenti è stato aperto nell'oristanese. La Sardegna quest'anno farà il 40% di riciclaggio e ha gli impianti che chiudono la filiera del riuso: ha individuato i siti, ha bandito le gare, li sta realizzando. Ha già realizzato in tutte le province della Sardegna gli impianti di selezione meccanica per fare in modo che niente vada più in discarica senza essere selezionato: o a monte o con l'impianto di selezione meccanica. E niente vada più alla termovalorizzazione senza essere ugualmente trattato, cioè senza aver tolto prima l'umido e tutto il materiale riciclabile. Questa è la situazione della nostra regione oggi: una situazione virtuosa, di cui tutti i cittadini sardi credo che possano essere orgogliosi per quello che hanno fatto in questi tre anni e per l'obiettivo che si pongono nei prossimi anni". |
| Rapporto Apat 2007: rifiuti in aumento Posted: 07 Feb 2008 04:11 AM CST Produzione in crescita dei rifiuti urbani che si attesta, nel 2006, a 32.5 milioni di tonnellate con un incremento, rispetto all'anno precedente, superiore al 2.7% (circa 860 mila tonnellate). Lieve flessione per i rifiuti speciali. Il dato della toscana influenzato dalle presenze turistiche, da una migliore contabilizzazione e dall´intercettazione di considerevoli quote di speciali assimilati. [img]http://www.greenreport.it/file/art/foto_11882.jpg[/img] Nel rapporto annuale sui rifiuti di Apat (riferito all'anno 2006) presentato oggi a Roma, alla presenza del ministro dell'Ambiente, Alfonso Pecoraro Scanio, e del presidente dell'Agenzia, Giancarlo Viglione, emergono novità e conferme del passato. Tra le conferme c'è la produzione in crescita dei rifiuti urbani che si attesta nel 2006, a 32,5 milioni di tonnellate con un incremento, rispetto all'anno precedente, superiore al 2,7% (circa 860 mila tonnellate). Una lieve flessione si rileva invece per i rifiuti speciali che dai dati relativi al 2005 mostrano una produzione totale di 107,5 milioni di tonnellate, un milione in meno del 2004. Nello specifico: 55,6 milioni di tonnellate di rifiuti speciali non pericolosi, 5,9 milioni pericolosi e 46 milioni derivanti da attività di costruzione e demolizione. Ma come sappiamo, i sistemi di contabilizzazione dei rifiuti speciali sono di gran lunga meno attendibilki di quellki degli urbani. La novità per gli urbani è che, a differenza degli anni precedenti, l'aumento più consistente si osserva nel nord Italia, la cui produzione cresce del 3% circa, a fronte dei quasi 2,9 punti percentuali al Sud e dell'1,8% osservato al Centro. Ma anche qui, senza stabilire rigidi collegamenti, tuttavia è abbastanza facile fare un parallelismo con la diversa crescita economica di queste aree del paese. Altra novità su dato nazionale, ma una conferma sui dati già noti a livello di alcune regioni, è che con 638 kg per abitante per anno, le regioni centrali conquistano l'infelice primato di essere ai primi posti per la produzione, distaccandosi nettamente dal Sud (509 kg) e dal Nord (544 kg). E questo, come sappiamo, è probabilmente dovuto all´ampia zona grigia fra speciali e urbani determinata dal tipo e dal numero di microimprese dei distretti presenti nelle regioni del centro. Nello specifico, si indica la Toscana, con 700 kg pro capite, la regione che produce il quantitativo maggiore di rifiuti, senza però considerare ( presenze turistiche a parte ma non ininfluenti ) che è la stessa Toscana che ha ( attraverso Arrr) la migliore contabilizzzazione degli stessi ( ciò che non si conta si pensa che non esista?) e soprattutto senza considerare che intercettare, come fa la Toscana, attraverso l´assimilazione, considerevoli quote di rifiuti speciali prodotti dalle microimprese ( oltre 300.000), significa ricondurre a gestione corretta flussi che altrimenti, come dimostra l´esperienza, potrebbero avere incerta destinazione. La Toscana è poi seguita da Emilia Romagna (677 kg), Umbria (661 kg) e Lazio (611 kg); in coda alla classifica, la Basilicata, con 401 kg pro capite, il Molise (405 kg) e la Calabria (476 kg). Se si considerano però i maggiori incrementi tra il 2005 e il 2006, le regioni in cui si registra la maggiore crescita procapite sono al sud: Puglia (+5,1%), Sicilia (+4,2%) e Basilicata (+4,1%). L'analisi dei dati relativi alla gestione dei rifiuti urbani, nell'anno 2006, mostra per le raccolte differenziate seppur con un trend positivo - ancora una situazione lontana dall'obiettivo del 40% (previsto per il 31 dicembre 2007 dalla legge finanziaria del dicembre 2006). La media nazionale di raccolta differenziata si attesta al 25,8% della produzione totale dei rifiuti urbani, contro il 24,2% rilevato nel 2005. In valore assoluto, la crescita del settore è quantificabile in 700 mila tonnellate, grazie soprattutto al contributo del nord Italia (circa 447 mila tonnellate, pari all' 8,3%). Si conferma ancora un sensibile divario tra le diverse macroaree geografiche; con un Nord, in cui si raggiunge l'obiettivo del 40% con un anno di anticipo, mentre il Centro ed il Sud, con percentuali rispettivamente pari al 20% ( ma la Toscana è al 33) ed al 10,2%, risultano ancora decisamente lontani. La novità è nel forte incremento del Sud (+19%), grazie ai dati assai positivi della Sardegna che, grazie all'attivazione in diverse province di specifici sistemi di raccolta, anche di tipo domiciliare, registra l'incremento della percentuale di differenziata più significativo: dal 9,9% del 2005 al 19,8% nel 2006, con una crescita di circa 10 punti. In testa alle classifiche troviamo ancora il Trentino Alto Adige (49,1%)Veneto (48,7%), Lombardia (43,6%) e Piemonte (40,8%). Fanalini di coda il Molise, con una percentuale di raccolta del 5%, la Sicilia (6,6%) e la Basilicata (7,8%). C´è tuttavia da osservare che, anche per la raccolta differenziata, non esistono metodi standard di validazione e/o di certificazione per cui è possibilissimo che anche queste percentuali risentano di questa assenza. Riguardo ai sistemi di smaltimento si conferma la discarica la modalità di gestione dei rifiuti urbani più diffusa e sebbene si riduca di 37 unità il numero di quelle in esercizio, rispetto al 2005, crescono le quantità che vi vengono smaltite (+1,7%). Al centro, il quantitativo di RU destinato a discarica cresce del 6,3%, mentre nelle altre aree geografiche i numeri sono rimasti pressoché identici, tranne in Sardegna dove grazie all'incremento delle raccolte differenziate, decresce la quantità di rifiuti destinati a discarica. L'incenerimento registra una diminuzione dello 0,1%, mentre il trattamento meccanico biologico ed il compostaggio da matrici selezionate aumentano, rispettivamente, dello 0,6% e dello 0,2%. In continua crescita la quantità di rifiuti di imballaggio avviata a recupero (anche energetico) arrivata a 8 milioni di tonnellate, e tra le singole frazioni merceologiche, l'incremento maggiore, tra 2005 e 2006, si registra per legno (+5,9%), alluminio (+5,3) e plastica (+6,5%). Quest'ultima risulta essere, inoltre, la frazione maggiormente avviata a recupero energetico, con un incremento di 2,5 punti percentuali, pari a 645.000 tonnellate. Riguardo alla gestione dei rifiuti speciali, ancora una volta si registra un discostamento tra produzione ed effettiva gestione: a fronte di 107,5 milioni di tonnellate, ne risultano infatti gestiti 101,6 milioni. Un dato che evidenzia, appunto, quanto sia scarsa la conoscenza dei dati specifici che riguardano questo settore. Ma su questo elemento, oramai noto da anni, non si riescono a scalfire né le coscienze né le prassi. La forma prevalente di gestione è rappresentata dalle operazioni di recupero di materia, circa 49,4 milioni di tonnellate, mentre 35,6 milioni di tonnellate sono destinati ad attività di smaltimento e un quantitativo pari a 13,9 milioni di tonnellate viene avviato ad impianti di stoccaggio. Lo smaltimento in discarica rappresenta il 19,4% dei rifiuti gestiti, mentre il trattamento biologico o chimico-fisico il 14,6% e l'incenerimento l'1,1. La Lombardia è la regione che conferisce il quantitativo maggiore di rifiuti speciali in discarica: ben 3,7 milioni di tonnellate. Ciò che non si dice, o non si vuol sapere, è quanti rifiuti speciali e pericolosi debbono essere esportati ( soprattutto Germania) a causa del grave deficit impiantistico nazionale. E a fronte di questo grave deficit, tutto ciò che si sa dire, è di aumentare i controlli. Come se un camion di amianto che va in Germania, anche rigorosissimamente controllato, non producesse impatti assolutamente non necessitati ed evitabili anche solo con il buon senso tedesco: interrare l´amianto in modo corretto nelle nostre discariche. Ma... è assolutamente evidente, l´Italia è il Paese dove "occhio non vede cuore non duole". Seguiranno gli allarmati rapporti sulle ecomafie. «La Toscana spiega l´assessore all´ambiente della Toscana Anna Rita Bramerini - conta con attenzione i suoi rifiuti e i nostri dati sono attendibili, forse tra i più attendibili in Italia. Queste cifre, che conoscevamo, nascono da alcune peculiarità della nostra terra e del nostro sistema produtttivo. Circa il 30% del totale è dovuto all'assimilazione tra i rifiuti urbani e rifiuti prodotti dalla fitta rete di circa 300.000 piccole e medie imprese che è alla base del nostro tessuto produttivo. Questo alza in maniera significativa la mole totale dei rifiuti urbani, ma consente un controllo maggiore e l'intercettazione di flussi importanti di rifiuti che diversamente rischierebbero di finire in 'zone grigie' di smaltimento difficilmente controllabili. Inoltre ogni anno la Toscana attrae oltre 40 milioni di turisti, un flusso imponente e molto significativo». L'impegno della Toscana sul fronte della differenziazione e della riduzione dei rifiuti è forte: già oggi il 33% del totale dei rifiuti prodotti, molto più della media nazionale, viene differenziato. E per aumentare questo dato è stata annucniata nei giorni scorsi la diffusione capillare della raccolta porta a porta, abbinata con meccanismi di tariffazione che facciano pagare meno chi differenzia di più. [url=http://www.borsarifiuti.com/materiali.phpsc?i=d]Rapporto Rifiuti 2007[/url] | [url=http://www.apat.gov.it/site/_files/Comunicato_stampa_rif2007.pdf]Comunicato Stampa APAT[/url] | [url=http://www.apat.gov.it/site/_contentfiles/00147400/147413_estratto_rap_rifiuti_07.pdf]Sommario[/url] |
| Basilicata: verso il nuovo Piano integrato dei rifiuti Posted: 07 Feb 2008 03:23 AM CST Con l'istituzione di una cabina di regia, composta dall'assessorato regionale all'Ambiente e dalle Amministrazioni provinciali di Potenza e Matera, è stata avviata la fase di elaborazione del nuovo Piano regionale sul ciclo integrato dei rifiuti. Il Piano dovrà essere approntato entro la prossima estate. Lo ha annunciato l'assessore Vincenzo Santochirico, al termine dell'incontro con il presidente della Provincia di Matera, Carmine Nigro, il vicepresidente della Provincia di Potenza, Domenico Iacobuzio, e l'assessore provinciale all'Ambiente di Matera, Franco Labriola. La cabina di regia si avvarrà, inoltre, di un tavolo tecnico di lavoro e di confronto, che coinvolgerà anche gli Ambiti territoriali ottimali, per esaminare gli aspetti territoriali, economici e gestionali connessi al ciclo dei rifiuti solidi urbani, così da offrire elementi per un Piano regionale condiviso. Santochirico, nel rendere noto che è stato predisposto il disegno di legge che prevede una nuova architettura degli enti di gestione, attraverso il superamento degli Ato provinciali e la creazione di un'Autorità d'ambito unica regionale, ha affermato che «la cabina di regia si rende opportuna sia per consentire una visione organica e completa della questione rifiuti, sia per non disperdere tutti gli sforzi fino ad ora compiuti, valorizzandone gli aspetti positivi, in un quadro di cooperazione con le due Province». «Nella definizione del nuovo Piano ha proseguito l'assessore occorrerà definire tempi certi entro cui realizzare gli obiettivi, e rendere disponibili le risorse finanziarie, in grado di garantire la sua concreta attuazione. In questo modo sarà possibile conseguire una gestione avanzata ed un'efficace organizzazione del servizio, che superi la frammentarietà degli interventi di gestione, che faccia coesistere tutela ambientale, qualità della vita, ottimizzazione economica e gestionale. Allo stesso tempo, occorre conformare la gestione dei rifiuti ai principi di responsabilizzazione e cooperazione di tutti i soggetti coinvolti, oltre che di trasparenza del processo decisionale e consapevolezza diffusa sui problemi ambientali». «Il nuovo Piano ha concluso Santochirico - dovrà assumere come scelta di fondo la necessità della riduzione dei rifiuti e delle iniziative volte a incentivare la raccolta differenziata, spingendola oltre le previsioni normative. La concreta attuazione del Piano dovrà essere sottoposta ad un sistema di monitoraggio e verifica, ad una analisi ambientale, in particolare nelle aree ad elevata concentrazione di impianti, promuovendo azioni sistematiche di carattere preventivo». |
| Posted: 05 Feb 2008 02:57 AM CST La Commissione europea ha deciso in questi giorni di adire la Corte europea di Giustizia contro l'Italia per quanto riguarda l'aggiudicazione dell'appalto di servizi di gestione dei rifiuti da parte del comune di Consigliano nel Lazio. La procedura riguarda l'aggiudicazione diretta di servizi di gestione dei rifiuti da parte del comune di Contigliano in Lazio ad una società pubblica a responsabilità limitata, Ama Servizi S.r.l., di cui il comune di Contigliano possiede lo 0,5% del capitale. L'Italia sostiene che l'aggiudicazione di questo contratto di servizi ad Ama Servizi S.r.l. da parte del Comune di Contigliano non rientra nell'ambito di applicazione della regolamentazione comunitaria in materia di appalti pubblici, in quanto tale società sarebbe una struttura interna ("in-house") dell'entità aggiudicatrice ai sensi della giurisprudenza della Cge. La Commissione ritiene che nella fattispecie non ricorrano i presupposti per l'applicazione dell'eccezione della struttura interna. In primo luogo, argomenta la Commissione, "i poteri di cui dispone il comune di Contigliano in quanto azionista di minoranza non sono sufficienti a conferirgli un controllo simile a quello esercitato sui propri dipartimenti amministrativi". In secondo luogo "l'impresa in questione è attiva sul mercato ed effettua una parte significativa delle sue attività con soggetti diversi da quelli che la controllano" |
| Nuovo decreto correttivo al Testo Unico Ambientale: cosa cambia ? Posted: 06 Feb 2008 02:02 PM CST Come già segnalato su Borsarifiuti.com, il decreto legislativo 16 gennaio 2008 n.4 correttivo e integrativo del decreto legislativo 152/2006 (c.d. Testo Unico Ambientale) è stato pubblicato nella gazzetta ufficiale n.24 del 29-01-2008 Il nuovo provvedimento, che [b]entrerà in vigore il 13 febbraio[/b] prossimo, reca modifiche al testo unico ambientale per quanto riguarda la Valutazione Ambientale Strategica (VAS), la Valutazione d'Impatto Ambientale (VIA), Rifiuti e Acque Reflue. [b][url=http://www.borsarifiuti.com/materiali.phpsc?i=nor]DECRETO LEGISLATIVO 16 gennaio 2008, n.4[/url][/b] [i]Ulteriori disposizioni correttive ed integrative del decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152, recante norme in materia ambientale.[/i] [b]Per quanto riguarda VIA e VAS[/b], vengono riformulate le definizioni e gli ambiti di applicazione senza apportare sostanziali modifiche. Viene fissata a centocinquanta giorni la scadenza del termine per la conclusione del procedimento di valutazione dell'impatto ambientale. Questo termine potrà essere prolungato di ulteriori sessanta giorni solo in caso di indagini di particolare complessità previa comunicazione al proponente. [b]Per quanto riguarda le acque[/b] viene riformulata la definizione di acque reflue industriali inquadrandole come qualsiasi tipo di acque reflue scaricate da edifici o impianti in cui si svolgono attività commerciali o di produzione di beni, diverse dalle acque reflue domestiche e da quelle meteoriche di dilavamento, intendendosi per tali anche quelle venute in contatto con sostanze o materiali, anche inquinanti, non connessi con le attività esercitate nello stabilimento. Vengono ridefinite le acque reflue urbane come acque reflue domestiche o il miscuglio di acque reflue domestiche, di acque reflue industriali ovvero meteoriche di dilavamento convogliate in reti fognarie, anche separate, e proveniente da agglomerato. Vengono proibiti, salvo autorizzazione e idonei trattamenti, gli scarichi in fognatura dei rifiuti domestici organici anche se triturati. [b]Per quanto riguarda i rifiuti[/b] viene mantenuto l'obbligo del MUD, allargando però l'esonero alle imprese che raccolgono e trasportano i propri rifiuti non pericolosi in quantità inferiori ai 30kg o 30l al giorno, nonché, per i soli rifiuti non pericolosi, le imprese e gli enti produttori iniziali che non hanno più di dieci dipendenti. Il nuovo provvedimento prevede l'istituzione di un sistema informatico di controllo della tracciabilità dei rifiuti, ai fini della trasmissione e raccolta di informazioni su produzione, detenzione, trasporto e smaltimento di rifiuti e la realizzazione in formato elettronico del formulario di identificazione dei rifiuti, dei registri di carico e scarico e del MUD, da stabilirsi con apposito decreto del Ministro dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare per le categorie sopra citate con obbligo di installazione e utilizzo delle apparecchiature elettroniche. [b]Per quanto riguarda i registri di carico e scarico[/b] ritorna l'obbligo di numerazione e vidimazione con le procedure e le modalità fissate dalla normativa sui registri IVA. Gli obblighi connessi alla tenuta dei registri di carico e scarico si intendono correttamente adempiuti anche qualora sia utilizzata carta formato A4, regolarmente numerata e vidimata. I registri sono numerati e vidimati dalle Camere di commercio territorialmente competenti. [b]Per le attività di gestione dei rifiuti costituiti da rottami ferrosi e non ferG¶si[/b], gli obblighi connessi alla tenuta dei registri di c`rico e scarico si intendono correttamente adempiuti anche qualora vengano utilizzati i registri Iva di acquisto e di vendita, secondo le procedure e le modalità fissate dall'articolo 39 del Dpr 26 ottobre 1972, n. 633 e successive modificazioni ed integrazioni. [b]Riguardo al trasporto dei rifiuti[/b] l'unica modifica è la scheda di accompagnamento di cui all'articolo 13 del decreto legislativo 27 gennaio 1992, n. 99, relativo all'utilizzazione dei fanghi di depurazione in agricoltura, la quale è sostituita dal formulario di identificazione prdvi×Õo dal dlgs 152/06. Le specifiche informazioni di cui all'allegato IIIA del decreto legislativo n. 99 del 1992 non previste nel modello del formulario di cui al comma 1 dell'articolo 193 del dlgs 152/06 devono essere indicate nello spazio relativo alle annotazioni del medesimo formulario. [b]Ai rifiuti assimilati,[/b] entro un anno, si applica esclusivamente una tariffazione per le quantità conferite al serviXîo di gestione dei rifiuti urbani. La tariffazione per le quantità conferite che deve includere, nel rispetto del principio della copertura integrale dei costi del servizio prestato, una parte fissa ed una variabile e una quota dei costi dello spazzamento stradale, è determinata dall'amministrazione comunale tenendo conto anche della natura dei rifiuti, del tipo, delle dimensioni economiche e operative delle attività che li producono. [b]L'esonero dall'iscrizione all'albo nazionale gestori ambientali[/b] rimane sostanzialmente invariata con una nuova limitazione riguardante le aziende che effettuano attività di intermediazione e commercio senza detenzione di rifiuti di imballaggio, a condizione che dispongano di evidenze documentali o contabili che svolgano funzioni analoghe, fermi restando gli adempimenti documentali e contabili previsti a carico dei predetti soggetti dalle vigenti normative. [b]Entro il 30 giugno 2008, il Conai adegua il proprio statuto[/b] ai principi contenuti nel presente decreto ed in particolare a quelli di trasparenza, efficacia, efficienza ed economicità, nonché di libera concorrenza nelle attività di settore. Ai sensi del nuovo provvedimento, il combustibile da rifiuti ([b]Cdr[/b]) e il combustibile da rifiuti di qualità elevata ([b]Cdr-Q[/b]) sono classificati come r[b]ifiuto speciale[/b]. [b]Per approfondimenti leggi anche:[/b] - [url=http://www.borsarifiuti.com/documenti/unioncamerecorrettivo.pdf]Nota di Unioncamere (n. 1467 del 29 gennaio) [pdf][/url] - [url=http://www.tuttoambiente.it/comm/correttivomaglia.pdf]Contributo di Stefano maglia [pdf] [/url] - [url=http://www.simoline.com/clienti/dirittoambiente/file/rifiuti_articoli_470.pdf]Contributo di Valentina Vattani - Dirittoambiente.net [pdf] [/url] - [url=http://www.reteambiente.it/ra/normativa/istituzioni/8556_Dlgs152_06_vige.htm]Testo completo del Dlgs 3 aprile 2006, n. 152 aggiornato con tutte le modifiche intervenute sino ad oggi [html][/url] [b][url=http://www.borsarifiuti.com/materiali.phpsc?i=nor]DECRETO LEGISLATIVO 16 gennaio 2008, n.4[/url][/b] [i]Ulteriori disposizioni correttive ed integrative del decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152, recante norme in materia ambientale.[/i] |
| Partecipazione e programmi ambientali, Italia condannata dall´Ue Posted: Con sentenza di oggi la Corte di Giustizia europea condanna l'Italia per mancata attuazione della direttiva sulla partecipazione del pubblico nell'elaborazione di piani e programmi in materia ambientale. L'Italia, che comunque ora è in regola, non avendo messo in vigore nei tempi stabiliti le disposizioni legislative, regolamentari ed amministrative necessarie per conformarsi alla direttiva Ue, è venuta meno agli obblighi comunitari. La vicenda ha avuto inizio nel 2005 con la lettera di diffida e con il successivo parere motivato della Commissione: l'Ue invitava lo Stato a conformarsi ai disposti Ue entro due mesi. L'Italia rispondeva solo nel 2006 a seguito dell'approvazione del Dlgs 152/2006 (contenente la direttiva di riferimento), ma la Commissione, ritenendo la risposta insoddisfacente e al di fuori del tempo massimo previsto, si rivolgeva alla Corte di Giustizia. Oggi quindi, pur essendo in regola con la direttiva europea sulla partecipazione, l´Italia subisce una sentenza di condanna dopo quella dell'8 novembre 2007 relativa alla mancata attuazione della Vas da parte dell'Italia perché la Corte non fa altro che ricordare che la regolarità di un adempimento va valutata rifacendosi alla situazione dello Stato al momento della scadenza del termine fissato dal parere motivato. Dunque l'iter legislativo nazionale posteriore alla scadenza di tale termine, non è oggetto dell'esame che viene effettuato dalla Corte. E del resto secondo una giurisprudenza consolidata, lo Stato membro non può invocare norme, prassi o situazioni del suo ordinamento giuridico interno per giustificare l'inosservanza degli obblighi e dei termini derivanti da una direttiva. |
| Primo atto dell´Ato Rifiuti Toscana Costa Posted: Ha preso il via stamani a Livorno il percorso che entro il primo giugno porterà i 111 comuni delle province di Livorno, Pisa, Lucca e Massa Carrara, a costituire il nuovo Ato rifiuti Toscana costa sotto forma di consorzio, così come previsto dalla nuova legge regionale sui rifiuti con la quale la Regione Toscana ha dettato nuove norme per la gestione integrata dei rifiuti. La Regione ha infatti ridefinito i confini degli Ato (ambiti territoriali ottimali), portando il loro numero da 10 a 3. L'Ato Toscana Costa va così a coincidere con il territorio dei Comuni compresi nelle province di Massa Carrara, Lucca, Pisa e Livorno. Alla riunione di oggi presieduta dal sindaco di Livorno Alessandro Cosimi, hanno partecipato i rappresentanti di 47 Comuni sui 111 interessati, un numero considerato buono dal primo cittadino di Carrara Angelo Zubbani, che dimostrerebbe «la grande sensibilità da parte dei singoli comuni a intraprendere un percorso sicuramente difficile ma necessario». «Con la conferenza di oggi - spiega il sindaco di Livorno Alessandro Cosimi chiamato a coordinare questa fase in quanto sindaco del Comune con il maggior numero di abitanti - inizia il lavoro che, nei quattro mesi che ci separano dalla data del 1 giugno, vedrà i 111 Comuni impegnati a definire e approvare il nuovo statuto dell'Ato. Oggi ne abbiamo presentato una bozza, sulla quale chiediamo osservazioni, proposte, integrazioni agli Enti Locali interessati. Per l'approvazione definitiva dello Statuto - annuncia - abbiamo convocato una nuova assemblea per il prossimo 14 febbraio». «Siamo convinti della necessità di questo lavoro ma consapevoli delle grandi difficoltà che abbiamo davanti commenta il sindaco di Rosignano Alessandro Nenci quindi corriamo senza chiedere proroghe perché la dimensione dell'Ato costa è quella giusta per una definizione di ambito anche dal punto di vista provinciale, cosa che non era possibile con le dimensioni attuali. In prospettiva ovviamente arriveremo anche l'omogenizzazione delle tariffe. Ad elaborare le correzioni al testo dello statuto-tipo deliberato dalla Regione Toscana, sono stati indicati oggi i sindaci di 12 Comuni, rappresentativi di tutte le Province: Livorno, Rosignano, Piombino, Pisa, Piccioli, Pontedera, Lucca, Castelnuovo, Seravezza, Massa, Carrara, Pontremoli. Questi comuni individuati in base al doppio criterio della popolazione e della presenza di impianti sul proprio territorio, dovranno ovviamente tener conto delle osservazioni che giungeranno in questi giorni da tutti gli altri colleghi. Dal 1 ottobre 2008 il nuovo Ato Toscana Costa avvierà la procedura per individuare, sulla base del Piano straordinario, un solo gestore affidatario del servizio di gestione integrata dei rifiuti urbani, mentre attualmente sono 20 le società che gestiscono i servizi nel territorio delle 4 province. Secondo quanto stabilito dalla stessa Legge regionale, il nuovo gestore unico subentrerà alle attuali società mano a mano che scadranno i loro contratti di affidamento del servizio. Parallelamente al lavoro dei comuni, entro il 1 marzo gli attuali quattro Ato provinciali (destinate a scomparire con il primo giugno) dovranno approvare il Piano straordinario dei rifiuti: un atto che riproporrà in maniera coordinata le previsioni dei piani dei rifiuti attualmente vigenti nelle quattro province. Il nuovo piano interprovinciale dovrà invece essere elaborato entro due anni dalle quattro Amministrazioni Provinciali: Massa Carrara, Lucca, Livorno e Pisa (a quest'ultima il compito di coordinare i lavori, sempre sulla base del parametro della popolazione). |
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