News Borsa Rifiuti |
| Posted: 08 Feb 2008 06:58 PM CST Il presidente della provincia di teramo, Ernino D'Agostino, ha convocato per lunedì 11 febbraio, alle ore 16,30, in Provincia, la cabina di regìa che dovrà affrontare i problemi relativi alla gestione dell'emergenza rifiuti e all'iter da percorrere per l'istituzione dell'Ato unico. All'incontro parteciperanno, in rappresentanza dei comprensori dei quattro consorzi per lo smaltimento dei rifiuti, i sindaci di Teramo (Gianni Chiodi), Roseto (Franco Di Bonaventura), Pineto (Luciano Monticelli), Ancarano (Emiliano Di Matteo). Sarà presente anche il dirigente del Servizio gestione rifiuti della Regione, Franco Gerardini. "La riunione d'insediamento della cabina di regìa dichiara il presidente D'Agostino ha lo scopo di definire ed articolare con la massima premura il percorso di avvicinamento all'istituzione dell'Ato unico. Sarà l'occasione anche per fare il punto sulla verifica svolta dalla Regione in queste settimane circa l'utilizzabilità degli impianti individuati dal piano regionale nel nostro territorio". |
| Posted: 08 Feb 2008 06:55 PM CST La Commissione europea ha dato all'Italia due mesi di tempo per rispondere a una 'lettera di messa in in mora' in una nuova procedura d'infrazione relativa alle numerosissime discariche abusive sparse nella Penisola. La decisione di Bruxelles (che era attesa) è stata presa il 31 gennaio, ma solo oggi ne è stata data comunicazione da fonti della Commissione. Questo nuovo caso comporta un rischio di pesantissime sanzioni economiche, che l'Esecutivo comunitario potrebbe chiedere alla Corte europea di Giustizia già fra sei mesi circa, molto prima che nella parallela procedura d'infrazione aperta nel giugno scorso per la crisi dei rifiuti in Campania. La nuova messa in mora, infatti, riguarda la situazione d'inadempienza dell'Italia rispetto a una condanna della Corte Ue del 26 aprile scorso. La sentenza, arrivata alla fine di una prima procedura d'infrazione aperta dalla Commissione l'11 luglio 2003, era basata, in particolare, su un rapporto del Corpo Forestale dello Stato del 22 ottobre 2002 in cui erano state censite (nelle sole 15 regioni a statuto ordinario) ben 4.866 discariche abusive, 1.765 delle quali non figuravano nei precedenti studi. Secondo la Forestale, inoltre, 705 di queste discariche abusive contenevano rifiuti pericolosi. Le discariche autorizzate, invece, erano risultate soltanto 1.420. Con la sua nuova lettera di messa in mora, la Commissione, che non considera soddisfacenti le azioni intraprese dal governo per dare esecuzione alla sentenza della Corte Ue, ha dato all'Italia due mesi di tempo per giustificare il proprio operato. Secondo una fonte qualificata dell'Esecutivo Ue, questo significa che, molto probabilmente, entro tre mesi partirà il 'parere motivato', secondo stadio della nuova procedura d'infrazione. Se l'Italia non darà una risposta soddisfacente a Bruxelles, dimostrando di aver chiuso d'autorità o messo sotto controllo tutte le discariche abusive, si può prevedere che entro l'estate (dopo altri tre mesi) si arrivi all'ultimo stadio, il ricorso Corte di Giustizia, che in questo caso, trattandosi del secondo pronunciamento sollecitato agli eurogiudici per le stesse infrazioni, comporterebbe anche la richiesta di sanzioni pecuniarie, in applicazione dell'articolo 228 del Trattato comunitario. "L'Italia rischia sanzioni pecuniarie molto pesanti, dato il grado di gravità dell'infrazione, la durata della situazione d'inadempienza, e il Pil del Paese", ha confermato la fonte della Commissione europea |
| La Cassazione sull'ingiusto profitto da traffico illecito di rifiuti Posted: 08 Feb 2008 07:04 AM CST Per la sussistenza del reato di traffico illecito di rifiuti, il requisito del conseguimento di un ingiusto profitto è da ritenersi sussistente anche quando vi sia una mera riduzione dei costi aziendali. La Corte (sentenza 8 gennaio 2008, n. 358), chiarisce infatti che per la sussistenza del reato è necessario il dolo specifico, ossia la precisa volontà di conseguire un profitto ingiusto, ma aggiunge che tale profitto ben può sostanziarsi anche in una riduzione dei costi per lo smaltimento dei rifiuti. La fattispecie delittuosa in esame, prima prevista dall'articolo 53-bis del Dlgs 22/1997, è oggi integralmente riprodotta, sempre a parere della Corte, nell'articolo 260, Dlgs 152/2006. |
| Albo gestori e bandi di gara, le indicazioni del Tar Posted: 08 Feb 2008 07:04 AM CST Quando l'invito fa riferimento all'Albo delle imprese autorizzate al trasporto dei rifiuti non pericolosi, ai sensi del Dm 406/1998, sono escluse le imprese che trasportano i propri rifiuti non pericolosi, iscritte ex Dlgs 152/2006. La precisazione arriva dal Tar Valle d'Aosta (sentenza 137/2007), che ha annullato la determinazione comunale di affidamento di un servizio trasporti a una ditta iscritta all'Albo nazionale gestori ambientali ex articolo 212, comma 8 del Dlgs 152/2006 (iscrizione previa semplice richiesta e senza garanzie finanziarie). Secondo il Tar, avendo il comma in questione assoggettato a iscrizione "agevolata" le imprese che trasportano i propri rifiuti non pericolosi, innovando nei confronti dell'abrogato Dlgs 22/1997 - il quale richiedeva l'iscrizione dei soli trasportatori di rifiuti non pericolosi "prodotti da terzi", il riferimento al Dm 406/1998, contenuto nella lettera di invito, diviene ostativo alla partecipazione alla gara delle suddette imprese iscritte ex Dlgs152/2006. |
| Formulario ordinario per trasporto fanghi agricoltura Posted: 08 Feb 2008 07:03 AM CST Dal 13 febbraio 2008, data di entrata in vigore del nuovo "Correttivo" al Dlgs 152/2006, sarà obbligatorio il formulario ex articolo 193 del Codice ambientale per il trasporto dei fanghi di depurazione in agricoltura. Il nuovo Dlgs 4/2008 di modifica del Dlgs 152/2006 ha infatti sancito espressamente, mediante la riscrittura del comma 8, articolo 193 citato, che la scheda di accompagnamento ex Dlgs 99/1992 fino ad oggi utilizzata per il trasporto dei fanghi in questione sia sostituita dal più generale formulario di identificazione stabilito dal Codice dell'ambiente per il trasporto di rifiuti. Stabilisce il nuovo articolo 193, come novellato, che le specifiche informazioni di cui all'allegato IIIA del Dlgs 99/1992 non previste nel modello del formulario in questione devono essere indicate nello spazio relativo alle annotazioni del medesimo formulario. |
| Una migliore gestione dei rifiuti ridurrà le emissioni di gas serra Posted: 08 Feb 2008 07:03 AM CST Pubblicato lo scorso 31 gennaio un nuovo rapporto dell'Agenzia europea per l'ambiente (Eea) secondo il quale anche una gestione più accorta dei rifiuti solidi urbani può contribuire alla riduzione dei gas serra. I rifiuti, infatti, secondo l'Agenzia, sono destinati ad aumentare (del 25% entro il 2020) ed è pertanto necessaria una loro gestione che non solo riduca il ricorso alla discarica a favore del riciclo ma che contribuisca anche in maniera significativa alla produzione di energia. Ovviamente, sottolinea il rapporto, ancora migliore sarebbe il risultato in termini di riduzione delle emissioni (ricordiamo che lo smaltimento dei rifiuti genera metano, uno dei gas serra controllati dal Protocollo di Kyoto) se si evitasse o almeno si limitasse, a monte, l'aumento dei rifiuti. |
| Sottoprodotti, nuove regole ex "Correttivo" Dlgs 152/2006 Posted: 08 Feb 2008 07:02 AM CST Regole più restrittive che i materiali derivanti da un ciclo produttivo devono rispettare per potere uscire dal regime dei rifiuti; eliminazione dei cd. "sottoprodotti ex lege". Queste le principali novità del Dlgs 4/2008. Il cd. "Correttivo unificato" al Dlgs 152/2006, in vigore dal prossimo 13 febbraio 2008, ha - in particolare - stabilito: nuove condizioni che, in aggiunta a quelle già previste, i materiali in parola devono rispettare per potere uscire dal regime dei rifiuti (precisando che ben possono rientrarvi i materiali fecali e vegetali provenienti da attività agricole, i litoidi o terre da coltivazione, le eccedenze derivanti dalle preparazioni di cibi); cancellato dal Dlgs 152/2006 il regime di favore riservato alle ceneri di pirite e alle polveri di ossido di ferro provenienti dal alcuni procedimenti industriali, fatte rientrare "in via presuntiva" dall'originaria versione del Codice ambientale tra i sottoprodotti. |
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