lunedì 11 febbraio 2008

News Borsa Rifiuti

News Borsa Rifiuti

Ciclo integrato dei rifiuti, un master di II livello al Sant´Anna di Pisa

Posted: 11 Feb 2008 02:34 PM CST

roppo spesso quando si parla di rifiuti si cade in errori e inesattezze che agli occhi degli esperti rappresentano vere e proprie castronerie, ma che spesso vengono assimilate come vere, anche grazie al fatto che a dirlo sono personaggi famosi magari preparatissimi in altre ´materie´ ma non in quella dei rifiuti. Così appare degno di nota il master di II livello in "Gestione e controllo dell'ambiente: tecniche e tecnologie per il ciclo dei rifiuti" organizzato dall' Università Sant'Anna di Pisa, rivolto a tutti coloro che vogliono operare nel settore del ciclo integrato dei rifiuti. Il master che partirà tra poche settimane intende formare figure professionali in base ad un approccio multidisciplinare riguardante tutti gli aspetti legati al ciclo dei rifiuti sia urbani sia speciali, solidi e liquidi. Quindi lo studente ha la possibilità di apprendere diverse tematiche relative alla produzione e ai metodi di raccolta e di smaltimento; agli impianti di pretrattamento e a quelli di destinazione finale; alle bonifiche di scarichi incontrollati per arrivare all´analisi di rischio e al monitoraggio a lungo termine. Le materie di insegnamento affrontate dal master interessano e sono applicabili a tutto il panorama italiano sia per l'aspetto economico-gestionale e legislativo sia per quello tecnologico-scientifico, ma questa prima edizione ha un contesto territoriale che solo dalle prossime sarà esteso a livello nazionale. Il master vedrà coinvolte al massimo 25 persone seguite da un corpo docente comprendente funzionari pubblici, liberi professionisti che operano in campo ambientale e di gestione dello smaltimento dei rifiuti, nonché da docenti universitari. L'inizio del corso è previsto per il 18 febbraio 2008 e avrà durata annuale per un totale di 610 ore di docenza comprensive di visite formative sul campo e 350 ore di stage. Al termine dovranno essere presentati dei progetti sull'attività svolta. Il master offre, oltre ad una preparazione completa ed integrata in campo ambientale, specifiche iniziative di formazione sulle modalità di accesso al mondo del lavoro e sulle tecniche di autopromozione e una componente innovativa è la presenza di moduli specialistici rivolti in modo particolare agli addetti ai lavori e alle aziende. L'iniziativa è sostenuta da Regione Toscana, Provincia e Comune di Pisa, ma anche da Arpat, Cispel e Ifrf. Sono previste alcune borse di studio di cui almeno due a copertura totale e altre a copertura del 50% del costo totale, messe a disposizione dagli enti e le aziende partner: Ato10 Prato (una borsa da 6.500 euro), Ato3 Pisa: (una borsa da 6.500 euro), Enel Ricerca (due borse da 6.500 euro ciascuna).

La vinaccia è un rifiuto

Posted: 11 Feb 2008 02:33 PM CST

e vinacce della vinificazione sono rifiuti e non scarti vegetali perché ottenuti con processi di lavorazione non meccanici: lo stabilisce una sentenza del Consiglio di giustizia amministrativa per la Regione Sicilia. Il Consiglio annulla quindi una precedente sentenza del Tar e stabilisce che, a tali vinacce, allorché siano incenerite, è applicabile la disciplina in tema di emissioni di cui al Dm 5 febbraio 1998, e non quella più favorevole prevista dal Dpcm 8 marzo 2002 per le biomasse, perché il vinacciolo e la buccetta sono riutilizzate dopo un processo di trasformazione di natura chimico- fisica e sono destinate a operazioni di smaltimento o di recupero. La Corte ha quindi ritenuto legittimo il provvedimento con il quale l'amministrazione pubblica nell'autorizzare l'emissione dei fumi in atmosfera, aveva imposto i limiti previsti dal Dm 5 febbraio 1998 e non quelli previsti per gli essicatoi. La Trapas s.r.l – azienda trapanese che aveva fatto ricorso – prima lavava con acqua la vinaccia semifermentata e disalcolava a vapore la vinaccia fermentata e dopo lo stoccaggio la essicava con la separazione del vinacciolo, dei raspi e delle buccette. L'estrazione delle sostanze zuccherine e dei vari composti organici ed inorganici idrosolubili con l'acqua avveniva quindi con un processo non meccanico, ma chimico-fisico. Le vinacce esauste sono espressamente previste dalla normativa tra i rifiuti non pericolosi e derivati dall'industria agroalimentare. Il decreto del 5 febbraio del 1998 disciplina le norme tecniche per l'utilizzazione dei rifiuti non pericolosi come combustibili o come altro mezzo per produrre energia. Mentre la normativa che regola le immissioni in atmosfera degli impianti a biomassa richiama in via generale gli scarti vegetali ma solo quelli prodotti dalla lavorazione esclusivamente meccanica e non fa alcun cenno alle vinacce. Si ripropone dunque il problema di capire quando una sostanza – in questo caso le biomasse combustibili - sia rifiuto oppure no. Quindi l'individuazione della sostanza come rifiuto rimane al centro della questione: la nozione di rifiuto così come è pone ancora problemi interpretativi e i due criteri uno soggettivo e uno oggettivo non aiutano nella determinazione di ciò che è rifiuto. L'elemento oggettivo fa riferimento ad un elenco di rifiuti fra cui la categoria "Qualunque sostanza, materia o prodotto che non rientri nella categoria sopra elencata" che in pratica cataloga come potenziale rifiuto qualsiasi sostanza. Di conseguenza per dire che un residuo è rifiuto è necessario basarsi sull'altro elemento; in particolare sul significato da attribuire al termine "disfarsi". Una prima indicazione è rinvenibile nell'elenco delle operazioni di smaltimento e di recupero ed in particolare dalla scelta del produttore del rifiuto di avviarlo ad una delle operazioni previste nell'allegato del decreto. Ma ciò non risolve il problema: quando una sostanza non è avviata a nessuna delle operazioni di smaltimento o recupero individuate ovvero quando il residuo è riutilizzato in un procedimento industriale senza essere oggetto di nessuna preventiva operazione di recupero la sostanza e rifiuto o non lo è? [b]Approfondimenti[/b]: [url=http://www.lexambiente.it/modules.php?name=News&file=article&sid=3764]CGA Sicilia sent. n. 2 del 21 gennaio 2008 Rifiuti. Vinacce [/url]

Cip 6, Legambiente scrive a Bersani: «Nessuna deroga agli impianti d'incenerimento autorizzati o in costruzione»

Posted: 11 Feb 2008 02:30 PM CST

Egregio Ministro, la legge finanziaria 2007 e quella 2008 hanno finalmente affrontato l'annoso problema del finanziamento delle fonti assimilate con i fondi CIP6 prelevati dalla bolletta elettrica per incentivare la produzione di elettricità da fonti rinnovabili. Com'è noto, le fonti assimilate, in primis il gas dai residui di raffineria e i rifiuti, compresa la parte non biodegradabile, negli ultimi 16 anni hanno utilizzato la stragrande maggioranza dei fondi CIP6, lasciando solo una minima parte degli incentivi alle "vere" rinnovabili. Grazie alle ultime due leggi finanziarie le tariffe CIP6 d'ora in poi verranno riservate solo agli impianti già realizzati e in esercizio alla data del 27 dicembre 2006, risolvendo in questo modo anche il contenzioso con le istituzioni comunitarie, che ci contestavano un uso improprio dei finanziamenti destinati alla promozione dell'energia elettrica da fonti rinnovabili, così come definite dalla direttiva europea 2001/77/CE. La legge finanziaria 2008 però, entro tre mesi dalla sua entrata in vigore, Le dà possibilità di concedere deroghe per gli impianti autorizzati e non ancora attivi e, in via prioritaria, a quelli in costruzione. La scorsa settimana è stata concessa una deroga per i tre impianti previsti in Campania con una ordinanza della Presidenza del Consiglio dei Ministri molto discutibile per tanti motivi. Innanzitutto siamo assolutamente contrari all'estensione degli incentivi CIP6 agli impianti di Santa Maria la Fossa e a quello di gassificazione previsto a Salerno, che non è né progettato né tanto meno autorizzato, rendendo l'ordinanza di dubbia legittimità. Comprendiamo la necessità della deroga per Acerra, per quanto non ci si deve illudere che sia risolutiva di tutti i problemi emersi con la gara per il completamento dell'inceneritore, andata recentemente deserta per la terza volta. La necessità di altre deroghe è stata manifestata in più occasioni nelle ultime settimane, soprattutto in quelle regioni dove sono state autorizzate o sono in costruzione nuove linee di incenerimento, per evitare - a detta di chi ne ha fatto esplicita richiesta - altre emergenze rifiuti simili a quella campana. Considerando che il nesso tra la mancata concessione delle deroghe e lo scoppio di un'emergenza rifiuti è quantomeno fantasioso, Legambiente Le chiede di non concedere alcuna deroga per gli impianti autorizzati o in costruzione. In questo modo eviteremmo l'evidente contraddizione con quanto previsto dal Decreto ministeriale 21/12/2007, approvato dal Suo stesso Ministero, con cui vengono definite finalmente le procedure per il rilascio dei certificati verdi agli impianti che recuperano energia dai rifiuti, limitando gli incentivi solo alla parte biodegradabile, l'unica frazione effettivamente rinnovabile come specificato chiaramente nella direttiva 2001/77/CE. Con questi nuovi certificati verdi, inferiori a quanto previsto dal CIP6 ma sempre molto convenienti sotto il punto di vista economico, gli impianti per il recupero energetico autorizzati o in costruzione dovranno semplicemente ritoccare le tariffe di conferimento dei rifiuti, recuperando in tal modo le minori entrate dalla vendita di energia elettrica. Solo così eviteremo di aprire di nuovo un imbarazzante contenzioso con la Commissione europea sulle modalità con cui vengono concessi gli incentivi previsti per le fonti rinnovabili, che nel nostro Paese potranno dare un fondamentale contributo per recuperare i ritardi rispetto agli obblighi di riduzione dei gas serra previsti dal Protocollo di Kyoto. Con sincera cordialità.

Rifiuti pericolosi, a giugno summit internazionale della Basel convention

Posted: 11 Feb 2008 02:26 PM CST

Bali è ormai diventata la capitale mondiale dei summit ambientali: il Jakarta Post dà oggi la notizia che l'isola indonesiana ospiterà a giugno una conferenza internazionale sulla riduzione delle esportazioni dei rifiuti pericolosi dai Paesi industrializzati verso quelli in via di sviluppo. Rasio Ridho Sani, un collaboratore del ministro dell'ambiente indonesiano incaricato della gestione dei rifiuti pericolosi, ha spiegato che «i ministri dell'ambiente di 170 Paesi sono attesi per la nona Convenzione di Basilea sul controllo dei movimenti dei rifiuti pericolosi» La conferenza di Bali, che si terrà dal 23 al 27 giugno, vedrà la partecipazione di oltre mille rappresentanti degli stati industrializzati, di quelli in rapido sviluppo e dei Paesi più colpiti dall'esportazione di rifiuti e scorie pericolosi. La Basel Convention on the control of transboundary movements of hazardous wastes and their disposal nasce dopo i numerosi casi verificatesi (o meglio conosciuti) a partire dagli anni '80 di smaltimento di rifiuti e scorie pericolose nei Paesi in via di sviluppo come Costa d'Avorio, Nigeria e Cina, nell'Europa orientale e poi nell'Asia centrale ex sovietica, che hanno sollevato indignazione e preoccupazione. E' stata approvata nel 1992 ed i 170 Paesi aderenti sono tenuti a gestire ed a depositare i rifiuti in maniera tale da assicurare la protezione dell'ambiente e della salute umana «dagli effetti negativi derivanti dalla protezione, dalla gestione, dallo smaltimento e dagli spostamenti transfrontalieri dei rifiuti pericolosi e degli altri rifiuti».

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