sabato 22 marzo 2008

News Borsa Rifiuti

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Acciaio: riciclaggio rottami e pericolo radioattività

Posted: 22 Mar 2008 05:54 AM CDT

L'Italia e'il secondo produttore d'acciaio in Ue dopo la Germania, il primo per riciclaggio di rottami di ferro. Ne produciamo 31 milioni di tonnellate ogni anno riutilizzando solo materiali di riciclo o semilavorati che importiamo da tutto il mondo , soprattutto dai Paesi dell"est. e dalla Cina. Tra il 2004 ed il 2006 ben 96 carichi di ferro rottomato sono risultati contaminati e non sono potuti entrare negli stabilimenti per la trasformazione. Ma uno e' passato al controllo dei portali di protezione presenti all'ingresso dello stabilimento Acciaierie venete di Sarezzo in Provincia di Brescia contaminando il sistema di lavorazione. Nessuno se ne e' accorto fintanto che i cosiddetti " fumi di acciaieria" sono risultati positivi ai varchi della Ponte Nossa Spa, societa' ex ENi che ricicla i residui di zinco. Si e' scoperto cosi' che quel carico di fumi e' radioattivo perche' contiene cesio 137. Allertati tutti i sistemi di sicurzza, il carico e' ora sotto sequestro. Ma il problema e' serio perche' non esiste ad oggi una legge, in Italia, che obblighi le aziende a controllare il carico dei camion che trasportano pezzi di ferro ne' un archivio unico dei rinvenimenti.I rottami non sono considerati rifiuti, ma alla stregua di materie prime. Il Consiglio delle Comunita' europee, con una risoluzione, nel 2002 "invita gli Stati membri ad esaminare le misure necessarie per ridurre al minimo i pericoli derivanti dalle materie radioattive tra i materiali metallici destinati al riciclaggio".I decreti attuativi della legge europea In Italia non sono mai stati approvati. Nonostante cio'le acciaierie, soprattutto le piu' grandi e piu' serie si sono dotate di severi sistemi di monitoraggio.Ma cosi' non e' per porti e frontiere da cui passa di tutto. Tra le ipotesi sempre in piedi, anche quella di un traffico illegale di rottami, provenienti dai Paesi dell'Est ,attraverso il quale bande criminali potrebbero voler "stoccare" pezzi di vecchi sommergibili nucleari o parti di quelle centinaia di mezzi utilizzati per spegnere l'incendio di Cernobyl nel 1986 . Ma il pericolo maggiore, anche secondo i Carabinieri del Reparto Operativo Ambientale, sono i semilavorati. Per i semilavorati infatti neanche le acciaierie hanno controlli e l'ultimo carico da 20 tonnellate di lastre risultate radioattive, proveniente dalla Cina e'solo di qualche giorno fa.

Val D'Aosta: la giunta regionale da il via libera alla costruzione termovalorizzatore

Posted: 22 Mar 2008 05:51 AM CDT

"La delibera - ha precisato Albert Cerise - è stata assunta in seguito alla mozione adottata dal Consiglio Valle nel 2005 con la quale la Giunta è stata impegnata a presentare una valutazione tecnica ed economica sulle diverse possibilità di valorizzazione energetica dei rifiuti valdostani". La delibera è stata, inoltre, preceduta da uno studio, svolto su incarico affidato a dei professionisti dalla Commissione consiliare permanente, che fa una comparazione fra i diversi sistemi di trattamento e smaltimento dei rifiuti. "Lo studio - ha precisato Luciano Caveri - contiene un confronto tecnico, impiantistico, ambientale, economico e tariffario da due scenari assunti a riferimento con il sistema attuale di gestione, che si basa fondamentalmente sulla discarica come impianto di riferimento". Gli scenari esaminati concernevano l'analisi degli interventi attuativi previsti dal Piano regionale di gestione dei rifiuti e, per l'appunto, le indicazioni contenute nella mozione approvata dal Consiglio Valle. Secondo il presidente della Regione e l'assessore la soluzione basata sulla realizzazione del termovalorizzatore "consente di rispettare a pieno le prescrizioni gestionali, attuare un sistema coordinato di recupero e smaltimento dei rifiuti". Inoltre, consente alla Regione autonoma Valle d'Aosta "di conseguire l'autosufficienza in materia di gestione dei rifiuti e permette la programmazione della riqualificazione ambientale di una importante zona posta alle porte di Aosta, ma soprattutto cosnente di affrontare e risolvere il problema della gestione dei rifiuti per un periodo relativamente lungo, non meno di 25 anni, a partire dalla fine del 2012". Come si legge nel documento approvato dalla Giunta regionale e che andrà in discussione in aula nella prossima adunanza del Consiglio, la realizzazione del termovalorizzatore comporta un elevato investimento (circa 80 milioni di euro) "ma consente importanti introiti derivanti dalla vendita dell'energia elettrica prodotta, che costituiscono elementi di abbattimento delle tariffe applicate agli utenti, oltre che la valorizzazione del cascame termico, con possibilità di fornire calore ad un numero significativo di utenti (circa 250-300 alloggi), riducendo di conseguenza le emissioni in atmosfera derivanti dai relativi impianti di riscaldamento, concorrendo, pertanto, ad un miglioramento della qualità ambientale"

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