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| Speciale indagine AcquistiVerdi.it Posted: 26 Mar 2008 11:03 AM CDT E' stata pubblicata la seconda edizione dell'indagine realizzata dal portale AcquistiVerdi.it volta ad analizzare mercato dei prodotti ecologici in Italia, un mercato in forte espansione ma ancora scarsamente strutturato, poco conosciuto, troppo giovane per essere supportato da uno sviluppo adeguato. Analizzare punti di forza e di debolezza, comprendere le esigenze di sviluppo delle aziende, verificare quali sinergie è possibile attuare sono tra gli obiettivi principali di questa indagine, che vuole essere un contributo del portale AcquistiVerdi.it allo sviluppo del settore. Emergono alcune informazioni interessanti, utili a chi si prefigge di fare impresa "sostenibile" e a chi sul fronte pubblico si sta impegnando per fare da volano ai consumi ecologici promuovendo progetti di Green Public Procurement. Le aziende del settore mostrano di essere giovani, flessibili, dinamiche, proiettate verso il futuro, la ricerca, l'ascolto dei consumatori per migliorare e innovare sempre più. E' possibile scaricare l'indagine in formato pdf [url=http://www.acquistiverdi.it/images/stories/documenti/indagine_2008_portale_acquistiverdi.pdf]DA QUESTO LINK[/url]. |
| Al via a Genova la sperimentazione della raccolta differenziata "porta a porta" Posted: 26 Mar 2008 10:50 AM CDT 15.000 genovesi coinvolti nella sperimentazione cominciata in questi giorni, 8.000 a Pontedecimo e altri 7.000 sulle alture di Sestri, che si protrarrà per tutto il 2008. La sfida di Comune e Amiu è passare dal "misero" 12,5% di raccolta differenziata al 50%, ritirando i rifiuti sotto il portone o nei pressi, in giorni prestabiliti. Negli stessi quartieri si sperimenta per la prima volta anche la raccolta differenziata dell'organico attraverso il kit Sumus, costituito da sacchetti in carta e da un cesto a maglie larghe che consente la massima circolazione dell'aria. Le preoccupazioni dei cittadini derivano soprattutto dall'idea di tenere in casa per due giorni i sacchetti con i rifiuti umidi (dove si possono buttare anche gli scarti del pesce), temendo cattivi odori. Ma il kit anti-odore distribuito gratuitamente da Amiu sembra molto affidabile. L'assessore Carlo Senesi lo sta sperimentando a casa sua e dice che neanche il gatto se n'è accorto, perché i rifiuti si seccano rapidamente e non puzzano. Questo sarà il primo passo per decidere quale impianto finale debba smaltire la spazzatura - avverte Carlo Senesi: più sarà la differenziata, più contenuto sarà il bruciatore finale. Ma il secondo passo intermedio - ricorda D'Alema, AD di Amiu - è di localizzare un nuovo impianto per l'umido adeguato alle nuove necessità e piattaforme di separazione e trattamento. L'informazione sarà la questione chiave del progetto-pilota e alla sua diffusione e monitoraggio parteciperanno anche le associazioni ambientaliste. Già partite lettere per i nuclei familiari, per gli esercenti e per gli amministratori di condominio; previsti due incontri di informazione pubblici per chiarire ai cittadini le modalità di raccolta. |
| Il Giappone vorrebbe ridurre del 60% la sua produzione di rifiuti Posted: 26 Mar 2008 04:36 AM CDT Secondo i dati della United nation statistic division pubblicati dal mensile Science, nel 2002 il Giappone da solo produceva tanti rifiuti quanto tutti i Paesi del Nord Africa messi insieme, circa il doppio di quelli dell'intera Africa Sud-orientale e centrale, quasi un quarto di quelli dell'Europa occidentale ed un quinto di quelli dell'America del nord. Dei 50 milioni di tonnellate di rifiuti solidi urbani che il Giappone produceva nel 2002 ne veniva riciclato solo un sesto. Dati lontanissimi dalle virtuose isole Stato di Singapore e Hong Kong che hanno fatto di necessità virtù: ogni singaporese nel 2002 produceva 433 chilogrammi di raccolta differenziata all'anno (record mondiale) cioè il 43%, la quarta percentuale al mondo dopo Olanda (45,2%), la Corea del sud (44%), un altro Paese asiatico fortemente industrializzato e in concorrenza con il Giappone, e la Germania (41,7%). Al secondo posto per chilogrammi di raccolta procapite nel 2002 c'era Hong Kong con 280 chilogrammi, ma il territorio cinese a statuto speciale produce però così tanti rifiuti da apparire solo settimo per percentuali di raccolta differenziata (36,3%). Secondo l'Onu, nel 2002 nell'intero pianeta la percentuale di raccolta differenziata era di appena il 6,6% (Italia 27,3%, con 141 kg procapite) un dato realizzato soprattutto grazie ai Paesi sviluppati (Europa con 241 kg. procapite, America del nord e qualche piccolo Stato asiatico), 161 Paesi sui 200 analizzati dalla United nation statistic division avevano percentuali di riciclaggio dei rifiuti insignificanti o del tutto assenti, tanto che la bassa percentuale di raccolta differenziata del Giappone brilla nello sfacelo delle discariche e del riciclaggio abusivo dell'Asia. Ora il Giappone ha deciso di cambiare radicalmente strada e, ancor più che alla raccolta differenziata ed al riciclo, entro il 2015 punta a ridurre drasticamente del 60% il suo volume di rifiuti in rapporto al 2000, affidando questo ambizioso obiettivo alla sensibilizzazione al risparmio energetico e di materia per combattere il riscaldamento climatico. Il governo giapponese ha approvato oggi un piano rivolto all'opinione pubblica per incoraggiare i cittadini a non utilizzare prodotti non riciclabili, a ridurre del 20% i rifiuti domestici entro il 2015 e ad utilizzare il trasporto pubblico, mentre le imprese sono chiamate a sviluppare prodotti che richiedano un basso utilizzo di energia. Secondo il piano, il totale dei rifiuti del Giappone dovrà essere ridotto a 23 milioni di tonnellate entro il 2015. |
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