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ETRA
16 Conferenza sul Riciclaggio dei Pneumatici
In This Issue…
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- Vendo Alluminio - Lattine
- Genova: Riciclo detriti edili e nuova isola ecologica
- La gestione dei rifiuti in Europa secondo Eurostat
- Ecoinnovazione ed ecodesign: Incontri di formazione
- Rifiuti, Antitrust boccia nuovi poteri attribuiti al Conai
- Roma: sequestro termovalorizzatore Colleferro
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March 11, 2009
Località: Italy, Puglia, bariOFFRO PARAURTI IN PLASTICA GROSSA QUANTITA'
March 11, 2009
Località: Italy, Puglia, BariOferiamo servizii di coincenerimento (R1)
March 11, 2009
Località: RomaniaVendo Alluminio - Lattine
March 10, 2009
Località: Italy, Sicilia, EnnaGenova: Riciclo detriti edili e nuova isola ecologica
March 10, 2009
Due sono le novità al vaglio del comune di Genova, annunciate oggi dall'assessore al ciclo dei rifiuti Senesi: rendere obbligatorio il riciclo dei materiali edili e costruire una nuova isola ecologica per i rifiuti ingombranti. "Una soluzione all'eccessiva produzione di detriti sarebbe quella di riciclare almeno in parte i materiali in questione - ha dichiarato l'assessore -. A questo proposito si sta studiando l'ipotesi di un accordo con le imprese per rendere obbligatorio il riutilizzo dei materiali edili". Scidone ha inoltre annunciato l'intesa con Amiu per l'individuazione e la realizzazione di una nuova isola ecologica per lo smaltimento dei rifiuti ingombranti o non conferibili in discarica.La gestione dei rifiuti in Europa secondo Eurostat
March 10, 2009
Mezza tonnellata a testa è la quantità di rifiuti urbani prodotta ogni anno dai cittadini europei. O almeno questa è la quantità registrata nel 2007 facendo una media tra i 294 chilogrammi di un cittadino della repubblica Ceca e gli 801 di uno del regno della Danimarca. Sempre rimanendo ai dati medi, raccolti ed elaborati da Eurostat, il destino di questi rifiuti è stato lo smaltimento in discarica per il 42% , l�incenerimento per il 20%, il riciclaggio per il 22% e il compostaggio per il 17%. Ma l�analisi della situazione all�interno di ogni stato membro rivela che ci sono grandi differenze che portano a questi dati medi. Sulla produzione, ad esempio, a fianco di paesi quali la Danimarca, l�Irlanda e Cipro che hanno una produzione procapite superiore ai 750 chilogrammi di rifiuti domestici all�anno, vi sono paesi come la Romania, la Lettonia, la Polonia e le repubbliche Slovacchia e Ceca che ne producono meno di 400. Nel mezzo ci stanno due gruppi cui corrisponde una produzione tra 500 e 600 chilogrammi procapite (Austria, Spagna, Germania, Regno Unito, Italia, la Francia, Estonia, Svezia e Finlandia) e tra 400 e 500 chilogrammi (Belgio, Portogallo, Bulgaria, Ungheria, Grecia, Slovenia e Lituania). Rispetto alle percentuali di riciclaggio in testa troviamo la Germania, il Belgio e la Svezia, rispettivamente con il 46, il 39 e il 37% e in coda alla classifica la Bulgaria (che porta il 100% in discarica) Romania, Polonia, repubbliche Ceca e Slovacchia che oscillano tra l�1 e il 2%. L�Italia è all�11% (al 43% se si sommano anche le percentuali di compostaggio, che risultano assai elevate rispetto ai dati nazionali ufficiali). Riguardo allo smaltimento in discarica subito dietro la Bulgaria troviamo la Romania con il 99% dei rifiuti, il 96% della Lituania, e poi il gruppo che sta attorno all�82-87% costituito da Slovacchia, Repubblica Ceca, Grecia e Cipro. I paesi che utilizzano meno questa forma di smaltimento sono la Germania (1%), i Paesi Bassi (3%), Belgio e Svezia (4%), Danimarca (5%) Ad incenerimento vanno il 53% dei rifiuti in Danimarca, il 47% in Svezia e Lussemburgo il 39% in Belgio, il 36% in Francia e il 35% in Germania. Per il compostaggio eccelle l�Austria con il 38% cui seguono l�Italia con il 33% (mentre il dato Ispra indica percentuali dell�11% ), il Lussemburgo e i Paesi Bassi con il 28%. Gli altri paesi sono tutti sotto una percentuale del 20% e alcuni non lo praticano per niente. Quando si parla di rifiuti urbani, specifica Eurostat, si intende per larga parte rifiuti originati da attività domestiche e gestite dalla municipalità, cui vanno aggiunti in proporzioni diverse, nei singoli territori e in funzione dei sistemi locali di gestione, quelli che derivano da attività artigianali e piccole imprese, che in Italia vengono definiti assimilati agli urbani. La contabilità effettuata da Eurostat riguarda solo questa tipologia di rifiuti e non invece i rifiuti agricoli ed industriali e prende in considerazione solo la parte trattata all�interno dello Stato membro, non quindi quella eventualmente esportata in altri stati. Un quadro interessante alla luce dei nuovi obiettivi di riciclaggio della direttiva da poco in vigore (e che dovrà essere recepita entro il 2010 da tutti e 27 gli stati dell�Unione) portati ad almeno il 50% in peso al 2020 per i rifiuti di origine domestica (Rsu) e ad almeno il 70% in peso per la parte degli speciali relativa agli inerti da costruzione e demolizione alla stessa data. Obiettivi che secondo i dati del Consorzio nazionale imballaggi, per quanto riguarda le frazioni merceologiche derivanti da questa tipologia di rifiuti sarebbero già ampiamente superati, ma che invece dai dati di Eurostat (che li calcola sulla quantità complessiva dei rifiuti prodotti) risultano ancora fermi all�11%. Il Conai rileva infatti che nel 2007 il sistema nazionale di recupero e riciclo dei rifiuti da imballaggio ne ha avviati a queste pratiche il 67% degli immessi a consumo (che è un dato diverso da quello che diventa rifiuto), con 7 punti percentuale in più rispetto agli obiettivi di settore fissati al 60% per il 2008. Risultati che per alcuni materiali � dice Conai sull�ultimo rapporto Ambiente Italia- «raggiungono veri e propri livelli di eccellenza a livello europeo» e come esempio viene riportato che «nel riciclo dell�alluminio l�Italia è prima in Europa a pari merito con la Germania e terza a livello mondiale, dopo Stati Uniti e Giappone» e per la carta «siamo giunti al 70% di riciclo sul territorio e siamo al terzo posto in Europa». Ora dato che come previsto dalla direttiva, spetterà alla Commissione stabilire le norme dettagliate di attuazione e di calcolo per verificare il raggiungimento degli obiettivi che vengono fissati, anche per proporne entro il 2014 il rafforzamento e l�eventuale introduzione anche per altri flussi di rifiuti, sarebbe auspicabile che si arrivasse ad un sistema omogeneo di calcolo, così da evitare incongruenze tra gli Stati membri e difficoltà di confronto. C�è poi da segnalare, che per quanto riguarda la produzione (dei soli rifiuti urbani) gli obiettivi di tenere ferma la quantità pro capite al livello della media europea del 1985, ovvero 300 kg entro il 2000, è stato clamorosamente mancato, al punto che nel 6° Programma d´Azione comunitario non si parlava neanche più di obiettivi di riduzione ma si auspicava, genericamente, il raggiungimento di una significativa e generalizzata riduzione del volume di rifiuti prodotti attraverso "una migliore efficienza delle risorse e una migliore gestione delle risorse e dei rifiuti ai fini del passaggio a modelli di produzione e consumo sostenibili�. Azioni che ancora però non si vedono né nelle politiche produttive né nei comportamenti individuali. Adesso la nuova direttiva ritorna sul tema e prevede che gli Stati membri dovranno predisporre programmi di gestione e prevenzione dei rifiuti sui quali poi la Commissione entro il 2014, dovrà fissare obiettivi di prevenzione precisi. Ma intanto i rifiuti continuano a crescere.Ecoinnovazione ed ecodesign: Incontri di formazione
March 10, 2009
Nell�ambito del progetto �Il Girasole si muove! Consumi e produzioni sostenibili dalle Scuole alle Imprese�, promosso con Adiconsum, il GRISS (Gruppo di Ricerca sullo Sviluppo Sostenibile - Dipartimento di Scienze dell�Ambiente e del Territorio dell�Università degli Studi di Milano Bicocca) organizza un ciclo di formazione per diffondere Metodi e Strumenti per l�Eco-innovazione e l�Ecodesign. [url=http://www.borsarifiuti.com/filebin/ecoinnovazione_ecodesign.pdf]Scarica il comunicato[/url] Località:Monza (IT) Data inizio:18 marzo 2009 Data fine:20 marzo 2009Rifiuti, Antitrust boccia nuovi poteri attribuiti al Conai
March 10, 2009
- L�attribuzione di un peso significativo alle valutazioni del Conai nell�ambito del processo di riconoscimento di un sistema autonomo di gestione dei rifiuti, potrebbe ostacolare l�introduzione di quelle dinamiche concorrenziali auspicate dall�Autorità - È quanto si legge nel bollettino dell�Antitrust in cui l�Authority segnala un rischio per la concorrenza nelle nuove norme introdotte con il decreto dl 208 del 2008 che contiene misure straordinarie in materia di risorse idriche e di protezione dell�ambiente. In particolare la segnalazione dell�Antitrust riguarda un emendamento (approvato dal parlamento) all�articolo 5 del dl che ha introdotto al testo il comma 2, che stabilisce �un peso significativo alla valutazione del Consorzio nazionale imballaggi (Conai) nell�ambito del processo di riconoscimento di un sistema autonomo di gestione dei rifiuti di competenza dell�Osservatorio nazionale sui rifiuti�. Il codice ambiente (il decreto legislativo 152 del 2006) prevede infatti la possibilità per gli operatori di organizzare un sistema diverso legato al recupero dei rifiuti da quello rappresentato dai consorzi di filiera, a patto che si tratti di sistemi efficienti. La valutazione di questo requisito spetta all�Osservatorio rifiuti, ma sulla base, stando alle nuove norme, delle indicazioni del Conai che - sottolinea l'Antitrust - rappresenta i produttori di imballaggio e in questa funzione si vede attribuito il contributo ambientale legato al recupero dei materiali da riciclo. L�Antitrust intravede rispetto alle nuove norme approvate il pericolo di un utilizzo distorto di tali prerogative da parte del Conai (che sarebbe pertanto censurabile in sede europea) e dunque un evidente potenziale ostacolo alla concorrenza �tanto più � conclude l�Antitrust - laddove si consideri che i produttori di imballaggi aderenti al Conai potrebbero incidere in maniera più penetrante, in virtù della novella legislativa, sulla possibilità per i produttori concorrenti di realizzare sistemi alternativi ai consorzi di filiera per l�adempimento degli obblighi di riciclaggio e di recupero�.Roma: sequestro termovalorizzatore Colleferro
March 10, 2009
Il Nucleo operativo ecologico (Noe) dei Carabinieri di Roma ha sequestrato i due termovalorizzatori dell' impianto di Colleferro . Sono state arrestate 13 persone per associazione per traffico illecito di rifiuti e truffa allo stato. Le ordinanze di custodia cautelare riguardano amministratori di societa' di rifiuti nel Lazio, in Campania e in Puglia: a Colleferro veniva smaltito ogni tipo di rifiuto, anche pericoloso, violando ''tutte le norme previste''. [b]Leggi anche[/b] Il Giornale - [url=http://www.ilgiornale.it/a.pic1?ID=334737]Colleferro, Cdr «sporco»: venticinque indagati[/url] Il Tempo - [url=http://iltempo.ilsole24ore.com/politica/2009/03/10/999539-indagati_domiciliari_persone_incarichi_guai.shtml]Indagati e ai domiciliari Persone, incarichi e guai[/url] Virgilio Notizie - [url=http://notizie.virgilio.it/notizie/cronaca/2009/03_marzo/09/rifiuti_colleferro_bertolaso_campania_era_solo_punta_iceberg,18287887.html]Rifiuti/ Colleferro, Bertolaso: Campania era solo punta iceberg[/url] La Repubblica: [url=http://roma.repubblica.it/dettaglio/Colleferro-rifiuti-tossici-nellinceneritore:-13-arresti/1601752?ref=rephp]Colleferro, rifiuti tossici nell'inceneritore: 13 arresti[/url] Julie News - [url=http://www.julienews.it/notizia/cronaca/sequestrato-inceneritore-killer-a-colleferro/24513_cronaca_2.html?page=1]Sequestrato Inceneritore Killer a Colleferro[/url] ASCA - [url=http://www.asca.it/news-RIFIUTI__NOE_SEQUESTRA_TERMOVALORIZZATORE_COLLEFERRO__13_ARRESTI-813742-ORA-.html]Rifiuti: noe sequestra termovalorizzatore colleferro, 13 arresti[/url]| This email was sent to wastexchange1.sw33tf33t@blogger.com. If you no longer wish to receive these emails, you can immediately unsubscribe for this campaign, or opt-out of all emails from Riciclamente. Powered by Nourish. | |
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