venerdì 2 maggio 2008

News Borsa Rifiuti

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Rifiuti: Italia deferita a corte UE, annuncio il 6 maggio

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La decisione è stata presa, ma verrà comunicata ufficialmente solo la settimana prossima, martedì 6 maggio, per dare il tempo a Bruxelles di informare Roma sul deferimento dell'Italia alla Corte di Giustizia europea per il caso dei rifiuti a Napoli e in Campania. "Oggi la Commissione non ha adottato decisioni in materia di procedure d'infrazione, queste verranno prese per procedura scritta e le decisioni saranno adottate la settimana prossima", ha spiegato il portavoce della Commissione Ue, Johannes Laitenberger. Martedì si deciderà anche di aprire una nuova procedura sul caso del piano per la gestione dei rifiuti pericolosi nel Lazio, dopo che la Corte ha già condannato l'Italia. Trattandosi di una sentenza per inadempimento, si potrebbe concludere con una richiesta di multe. La Commissione Ue ha deciso di adire la Corte europea di giustizia contro l'Italia per la mancata applicazione delle norme comunitarie sul trattamento dei rifiuti a Napoli e nella Regione Campania. I capi di Gabinetto dei commissari hanno stabilito, lunedì sera a Bruxelles, di tenere nell'agenda della Commissione di oggi la decisione sul ricorso contro l'Italia. "La Commissione - si legge nel 'background' di motivazione della decisione - è preoccupata del rispetto della direttiva 2006/12 sui rifiuti". L'esecutivo comunitario, si legge ancora nel 'background', "giudica fondamentale che le autorità italiane non solo intervengano per risolvere la situazione drammatica, con tonnellate di rifiuti abbandonate per le strade, spesso bruciati, ma che creino anche un nuovo quadro di politiche nel settore del trattamento e della raccolta dei rifiuti che sia basato sui principi stabiliti nella direttiva Ue, per garantire un livello soddisfacente della salute pubblica e dell'ambiente nella città di Napoli, nei dintorni e nella Regione Campania". Il ricorso in Corte della Commissione, che porta il numero 226, costituisce l'ultimo stadio della procedura di infrazione comunitaria attivata dalla Commissione con una lettera di messa in mora all'Italia del 27 giugno 2007 e proseguita con il "parere motivato" del 31 gennaio 2008. Per Bruxelles "il fattore chiave (della decisione sul ricorso, ndr) è l'evidente fallimento dell'applicazione della direttiva rifiuti e del piano regionale sulla gestione dei rifiuti della Campania del 1997". Il documento ripercorre poi la storia della procedura, compresa la missione a Napoli dei funzionari dell'esecutivo comunitario nel luglio 2007, in base ai cui risultati Bruxelles chiese all'Italia di "adottare e mettere in atto un nuovo piano di gestione dei rifiuti". Successivamente, le autorità italiane presentarono, durante una riunione con i servizi della Commissione il 20 novembre 2007, il progetto del nuovo piano di gestione, entrato poi in vigore il 28 dicembre 2007. "Tuttavia - si legge nel documento della Commissione - le informazioni riguardo alla gestione della crisi sono state giudicate non soddisfacenti riguardo al trattamento delle drammatiche quantità di rifiuti che continuano ad essere prodotte, e soprattutto - si sottolinea - non venivano date indicazioni sui tempi di attuazione riguardanti l'effettivo funzionamento degli impianti Rdf ('Refuse-Derived-Fuel', ovvero i termovalorizzatori, ndr), gli inceneritori e le discariche". Alla luce delle "persistenti violazioni degli articoli 4 e 5 della direttiva rifiuti" la Commissione inviava un 'parere motivato' all'Italia il 30 gennaio 2008. Il 14 febbraio, una nuova missione dell'esecutivo comunitario si recava a Napoli, mentre le autorità italiane inviavano una lettera a Bruxelles il 4 marzo, ma sempre senza fornire una risposta soddisfacente sugli addebiti indicati dalla Commissione. "Possiamo concludere - si legge alla fine del documento che sarà domani sul tavolo della Commissione - che gli elementi per attuare un effettivo sistema di gestione dei rifiuti sono ancora lungi dall'essere completati, e quindi si propone di adire la Corte di giustizia" contro l'Italia.

Bando 2008 per la realizzazione della "Filiera RI-inerte" AREA 2

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E' stato pubblicato e diffuso nei giorni scorsi, ai Comuni, agli Ordini Professionali (Geometri, Ingegneri ed Architetti), Associazioni di Categoria ed operatori, dall'Associazione "STUDI AMBIENTALI", l'avviso pubblico per il 2008, per esprimere "Manifestazioni di Interesse" da parte di imprese e/o operatori operanti nelle regioni dell'Area 2 (Lazio, Campania e Calabria) nel settore edile-stradale e/o movimento terra per la partecipazione alla realizzazione della "Filiera RI-inerte". La possibilità viene inoltre offerta ad imprese che esercitano una attività economica integrata e funzionale all'oggetto dell'avviso. In attuazione di quanto previsto ed a copertura dell'investimento per la realizzazione dell'iniziativa, sarà possibile utilizzare uno specifico finanziamento. L'iniziativa della "Filiera RI-inerte", prevista dalla recente normativa in materia ambientale (Decreto 3/4/2006 n° 152) è in linea con le disposizioni contenute nei Regolamenti Regionali per la gestione dei materiali edili, rientra tra le attività previste dagli Accordi Regionali sottoscritti con il Comitato Regionale dei Geometri, l'UNITEL (Unione Nazionale Tecnici Enti Locali) ed il Raggruppamento RECinert e prevede la realizzazione di Centri di Raccolta e Recupero di rifiuti inerti da C. & D. e macerie edilizie su tutto il territorio regionale mediante l'attuazione di Piani Territoriali provinciali. Non si tratta di un'operazione isolata, destinata, come spesso accade, ad estinguersi perché non strutturata e senza definizione di ruoli e settori coinvolti, bensì del progetto di un'unica filiera regionale che una volta a regime sarà in grado di gestire l'intero processo: dalla raccolta alla trasformazione, dal recupero al riutilizzo di aggregato riciclato conforme agli standard richiesti dalla Circolare MinAmbiente numero 5205 nel settore edile stradale per la realizzazione di opere edili pubbliche e private, che gli Enti (Comuni, Amministrazioni Pubbliche e società a prevalente capitale pubblico) hanno l'obbligo di impiegare nella misura non inferiore al 30% del fabbisogno, ai sensi del D.M. 8/5/2003 n° 203. La scadenza per l'invio delle proposte per le regioni dell'AREA 2 (Lazio,Campania e Calabria) fissata al 31 luglio 2008

Effluenti da allevamento, non sono rifiuti solo a precise condizioni

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Affinché siano esclusi dall'applicazione della normativa sui rifiuti e possano essere utilizzati in agricoltura, gli effluenti da allevamento devono rispettare i requisiti dettati dal Dm Agricoltura 7 aprile 2006. La Corte di Cassazione ha infatti precisato (sentenza 28 febbraio 2008, n. 9104) che il Dm in questione, emanato in attuazione dell'articolo 38, Dlgs 152/1999 (ora articolo 112, Dlgs 152/2006) è la disciplina di riferimento per l'utilizzazione agronomica di tali effluenti. Lo stesso Dm prevede inoltre condizioni specifiche per lo stoccaggio di tali residui, intermini di tempo e di spazio: se non osservate, i rifiuti sono da considerarsi in stato di abbandono e chi li ha così "ammassati" risponde del relativo reato.

Rifiuti radioattivi, nuovo "formulario" Ue per il trasporto

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Predisposto dalla Commissione europea il "documento uniforme" che dovrà accompagnare qualsiasi spedizione di rifiuti radioattivi e di combustibile nucleare esaurito tra gli Stati Ue e tra questi e gli altri Stati. Il nuovo "formulario" di trasporto è recato dalla decisione 2008/312/Ce, emanata in attuazione della direttiva 2006/117/Euratom relativa alla sorveglianza e al controllo delle spedizioni di rifiuti radioattivi e di combustibile nucleare esaurito. Il documento in parola dovrà essere adottato dagli Stati Ue entro il 25 dicembre 2008, entro la quale dovrà essere recepita anche la citata direttiva Ue.

Ecopiazzole, Raee e semplificazione adempimenti: ma di cosa stiamo parlando?

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Borsarifiuti.com segnale l'editoriale di Edizioni Ambiente sugli adempimenti relativi alla gestione dei RAEE nelle "ecopiazzole" comunali

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