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ETRA
16 Conferenza sul Riciclaggio dei Pneumatici
In This Issue…
- Rifiuti e crimine organizzato: un'equazione troppo facile che non considera il ruolo della mala amministrazione
- OFFERTA MATERIALI
- Cercasi cippato di legno
- RAEE: UE rivede la direttiva madre
- Bruzzesi (Arrr): «Probabile una legge delega di riscrittura di tutto il Dlgs 152»
- Possiamo prendere 191212
- Possiamo prendere CDR
Rifiuti e crimine organizzato: un'equazione troppo facile che non considera il ruolo della mala amministrazione
March 10, 2009
Alla luce delle recenti notizie che arrivano da Roma relative al sequestro termovalorizzatore di Colleferro, ripubblichiamo volentieri, su richiesta dell'Ing. Nicola Giovanni Grillo, un interessante articolo a firma di Andrea Vulpitta già pubblicato sul sito [url=http://www.bottegascriptamanent.it]Bottegascriptamanent.it[/url]. [b]Rifiuti e crimine organizzato: un'equazione troppo facile che non considera il ruolo della mala amministrazione [/b] [i]di Andrea Vulpitta[/i] [b]Emergenza ambientale: i vizi del settore denunciati in un libro Edizioni Geva[/b] «[i]Fino a quando si consentirà al crimine organizzato e a qualche subdolo amministratore di accumulare ricchezze rubandoci la gioia del mare, la qualità dell�aria, la bontà dell�acqua, il sapore della terra?[/i]». Con queste parole del prefetto Antonio Ruggiero, già commissario delegato per l�emergenza ambientale nella regione Calabria, si apre il libro di Nicola Giovanni Grillo - [b]Rifiuti S.p.A. fra ecomafia e mafia delle autorizzazioni [/b]([url=http://www.gevaedizioni.it/]Geva Edizioni[/url], pp. 128, � 9,50) che l�autore, addetto ai lavori, ha scritto di recente, utile strumento per meglio capire anche il vergognoso fenomeno che sta interessando la Campania e il suo capoluogo in particolare. [img]http://www.borsarifiuti.com/imageslibri/copertina_rifiuti_spa.gif[/img] La precedente apertura di testo è seguita da una singolare doppia pagina con due elenchi dove vengono distinte le categorie dei buoni e dei cattivi ai quali è rispettivamente dedicato o non dedicato il libro. Che i rifiuti siano diventati un assai lucroso affare economico lo stiamo comprendendo anche dalle dettagliate cronache di questi giorni; quello che appare meno chiaro � come viene sottolineato nel primo capitolo del testo � è che il business nel nostro paese non è rinchiuso negli stretti confini regionali e, ad esempio, molti dei traffici sui rifiuti cosiddetti nocivi e pericolosi vedono un intreccio perverso tra i luoghi di produzione (regioni del Nord a forte vocazione industriale) e luoghi di smaltimento occulti (le regioni del Sud con le varie ecomafie). Quando si parla di ecomafia si è portati a pensare ad un ramo di affari illecito gestito dalla criminalità organizzata, mentre il concetto è da ritenersi molto più esteso poiché coinvolge la fondamentale attività di funzionari pubblici, importanti settori dell�imprenditoria apparentemente sana e portatrice di lavoro, per finire con il diffuso fenomeno del girare la testa dall�altra parte davanti ad evidenti fenomeni illegali che investono politica e magistratura. Le figure interessate nella gestione dei rifiuti sono diverse, tra le principali si ricordano: il produttore, il detentore, il trasportatore, l�intermediario, il gestore dello stoccaggio, trattamento o discarica definitiva. [b]Il ruolo dei funzionari pubblici: la mafia delle autorizzazioni[/b] A queste figure professionali si aggiungono tecnici esperti e consulenti anche se l�accentramento del potere, secondo l�autore, risiede negli uffici addetti alle autorizzazioni per le varie società di smaltimento dove si fa dell�interpretazione normativa e del proprio ruolo � spesso di semplici burocrati elevati a persone di grandissimo potere � la chiave risolutiva per comprendere alcuni dei mali dello smaltimento dei rifiuti nel nostro paese. Il proliferare di norme, regolamenti, circolari, la confusione generata da una continua emergenza, rappresentano il brodo di coltura dove crescono i guasti e i mali della cattiva gestione dei rifiuti. E nelle pieghe del commissariamento delle regioni del Sud si annida una delle debolezze del sistema che permette ai rifiuti speciali di viaggiare da Nord a Sud, partire nocivi e diventare normali, attraverso la falsificazione dei documenti di viaggio, la corruzione e un esercito di criminali ambientali per poi lasciare territori devastati e mai bonificati, magari per mancanza di fondi. L�autore sottolinea proprio questo aspetto perverso del fenomeno del commissariamento che, essendo straordinario, avrebbe dovuto snellire e favorire le procedure proprio per far fronte ad una situazione di emergenza. [b]Il fallimento del Commissariamento straordinario[/b] Nasce invece per prassi, accanto alla figura del commissario, una struttura ex novo che non elimina quelle esistenti fatte di personale e mezzi, ma aggiunge, creando una pletora di dipendenti spesso senza risorse, strumenti e funzioni, ma utili per le politiche clientelari del politico di turno che attraverso l�ambiente, specie in periodi pre-elettorali riesce a �sistemare� i suoi clienti. L�autore si sofferma poi, evidenziando una propria esperienza nel settore, sull�iter da seguire per la domanda di autorizzazione per la gestione dei rifiuti; durante questo irto percorso ci si imbatte nei funzionari della pubblica amministrazione davanti ai quali non si può chiedere il rispetto dei propri diritti, pena essere additato tra gli addetti ai lavori come persona scomoda e inaffidabile. Funzionari che tutelano interessi particolari e non generali e qui vengono anche raccontati, senza nomi e cognomi, alcuni casi emblematici come quello del funzionario che suggerisce di implementare la richiesta di autorizzazione con ulteriori tipologie di rifiuti da trattare per poi bocciare il progetto proprio sulla base di quelle modalità di classificazione o come le richieste respinte per la dicitura «[...] i rifiuti recuperati!» invece che «dichiaro che i rifiuti recuperati» per finire poi con il classico lubrificante di tutti i meccanismi inceppati che è la �mazzetta� ai funzionari corrotti che in quel caso firmano e timbrano in un batter d�occhio. Proprio il blocco delle autorizzazioni, ad avviso dell�autore, droga il libero mercato della gestione dei rifiuti, non innesca un sano processo di concorrenza ma, concentrando nei siti di qualche privilegiato i luoghi di smaltimento (o di abbandono) dei rifiuti, di fatto innesca un meccanismo di domanda e offerta che permette ai detentori delle autorizzazioni di fissare un costo molto alto per lo svolgimento della propria attività. [b]Il controllore e il controllato, stessa entità[/b] In tutto questo quadro, certo poco incoraggiante, si potrebbe sperare almeno nei controlli, ma purtroppo la commistione tra imprese e pubblica amministrazione, i travasi e le consulenze di personale dall�una all�altra rendono perfettamente nullo il potere di controllo, anche perché non sono pochi i casi in cui nella stessa figura ritroviamo controllore e controllato. Prima di chiudere il testo con i ringraziamenti e i non ringraziamenti che fanno il pari con la dedica iniziale, l�autore tiene a sottolineare come insieme allo sconforto davanti ad un tale stato dei fatti � tanto da aver bisogno di forte dosi di autocontrollo per continuare a sopravvivere professionalmente nel settore dei rifiuti � sia viva in lui la consapevolezza che seppur il malaffare sia diffuso, esso per fortuna non è ancora la norma e che tanti fedeli pubblici dipendenti non si rassegnano a vivere in uno stato che pare perdere giorno per giorno la sua caratteristica di paese civile. [i]Andrea Vulpitta[/i]OFFERTA MATERIALI
March 10, 2009
Località: Italy, UmbriaCercasi cippato di legno
March 10, 2009
Località: Italy, Puglia, LecceRAEE: UE rivede la direttiva madre
March 09, 2009
Si avvicina a grandi passi il momento di intervenire sulla direttiva 2002/96/CE sui rifiuti di apparecchiature elettriche ed elettroniche (Raee) adottata il 27 gennaio 2003 ed entrata in vigore il 13 febbraio 2003. Secondo la Commissione che ha presentato le sue proposte all'ultimo Consiglio ambiente Ue, la revisione della direttiva e' ormai indilazionabile: durante i primi cinque anni di attuazione della direttiva Raee sono emersi infatti problemi di ordine tecnico, giuridico e amministrativo che causano difficolta' e costi non previsti per gli operatori di mercato e le amministrazioni, costanti pericoli per l'ambiente, bassi livelli di innovazione nel settore della raccolta e del trattamento dei rifiuti, la mancanza di eque condizioni di concorrenza o addirittura una distorsione della concorrenza e un inutile carico amministrativo. La Commissione si e' impegnata a elaborare un ambiente normativo migliore, semplice, comprensibile, efficace e di cui sia possibile verificare l'attuazione. Gli obiettivi specifici della revisione della direttiva Raee sono stati stabiliti dalla Commissione nell'impegno a ridurre i costi amministrativi tramite l'eliminazione di tutti gli oneri amministrativi superflui, senza abbassare il livello di tutela dell'ambiente. Si propongono di migliorare l'efficacia e l'attuazione della direttiva garantendo un maggiore rispetto delle disposizioni e riducendo comportamenti opportunistici. E di ridurre gli impatti sull'ambiente della raccolta, del trattamento e del recupero dei Raee fino a livelli che permettano di ottenere i maggiori benefici per la societa'. La revisione permettera' dunque di eliminare alcune aree critiche: la poca chiarezza in merito ai prodotti disciplinati dall'attuale direttiva e alla loro classificazione, che porta gli Stati membri e le parti interessate ad interpretare le disposizioni vigenti in modo diverso. Attualmente circa il 65% delle apparecchiature elettriche ed elettroniche (Aee) immesse sul mercato viene raccolto in modo differenziato, ma meno della meta' di questa quota viene trattata e notificata come previsto dalla direttiva; la parte restante rischia di essere trattata in maniera non conforme alle norme o di essere esportata illegalmente in paesi terzi, anche non appartenenti all'Ocse. Questo comporta la perdita di preziose materie prime secondarie e aumenta il rischio di rilascio di sostanze pericolose nell'ambiente, comprese le sostanze con elevato potenziale di riduzione dello strato di ozono e di surriscaldamento del pianeta. Inoltre, l'attuale percentuale di raccolta (4 kg per abitante l'anno) di Raee prodotti da nuclei domestici non riflette le diverse situazioni economiche degli Stati membri e gli obiettivi fissati possono quindi essere troppo modesti per taluni Stati e troppo ambiziosi per altri. Inoltre a causa delle differenze nelle disposizioni relative alla registrazione dei produttori nei diversi Stati membri, gli attori economici devono adeguarsi a 27 regimi di registrazione diversi, con inutile sovraccarico amministrativo. Per migliorare l'efficienza della direttiva la Commissione propone dunque di chiarire l'ambito di applicazione della direttiva istituendo un elenco fisso di prodotti, suddividere le apparecchiature in due categorie: apparecchiature utilizzate da nuclei domestici (B2C) o da utenti diversi dai nuclei domestici (B2B). si e' inoltre deciso di armonizzare la registrazione dei produttori e ridurre inutili oneri amministrativi tramite l'istituzione di registri interoperabili tra Stati membri o un registro europeo e armonizzare i requisiti in materia di registrazione e comunicazione. E' stata valutata inoltre la possibilita' di includere il riutilizzo delle apparecchiature intere negli obiettivi di riciclaggio e di fissare un nuovo obiettivo per i dispositivi mediciBruzzesi (Arrr): «Probabile una legge delega di riscrittura di tutto il Dlgs 152»
March 09, 2009
Regione Toscana, Agenzia regionale per il recupero delle risorse, la scuola Sant�Anna di Pisa e Cispel, con il patrocinio di Federambiente, hanno organizzato a Pisa (giovedì 12 marzo), un seminario per approfondire alcuni aspetti innovativi previsti dalla nuova direttiva rifiuti che dovranno essere recepiti nel nostro ordinamento. Tale iniziativa si svolgerà nell�ambito del Master in gestione dei rifiuti in corso alla Scuola S�Anna e vedrà confrontarsi sul tema attori regionali ed esperti nazionali del settore. «Una novità per l�agenzia regionale recupero risorse.- ci ha detto il direttore, Stefano Bruzzesi - E� la prima volta che realizziamo seminari di approfondimento fuori dalle nostre sedi istituzionali. Ma l�abbiamo fatto perché partecipiamo con convinzione a questo secondo anno di master della Scuola S�Anna di Pisa, convinti che coloro che vi partecipano oggi, saranno i prossimi manager di domani». A tema la nuova direttiva comunitaria che conferma la gerarchia, ma porta anche importanti novità per la gestione dei rifiuti. Quali sono quelle che possono rappresentare opportunità importanti per la Toscana? «Le principali novità della direttiva riguardano una migliore definizione dei confini tra prodotto, sottoprodotto e rifiuto e nell�aver stabilito bene le differenze tra riciclaggio e recupero. In particolare sul riciclaggio gli Stati dovranno impegnarsi nel raggiungere gli obiettivi stabiliti per alcune frazioni e nell�evitare che i materiali riciclabili finiscano a smaltimento in discarica o a recupero energetico. Criteri che anche in Toscana dovranno guidare nelle scelte per la nuova impiantistica. Anche per l�impianto di termovalorizzazione della piana ne dovranno tener conto». Vuol dire quindi che le opportunità in Toscana saranno principalmente nella spinta a migliorare l�impiantistica in tutti i settori? «Non c�è dubbio». Si sta discutendo in questi giorni di una nuova legge delega per riscrivere l�intera normativa ambientale, sarà questa secondo lei la sede per recepire la direttiva, o sarebbe preferibile una strada diversa, per stringere i tempi? «Rispondo con le parole usate da Paola Ficco- che sarà tra i relatori di questo seminario- in un convegno su questi stessi temi (leggi greenreport del 19 novembre scorso ndr). La Ficco faceva presente che alcuni principi della direttiva sono già reperibili nel 152, ma che tuttavia il Governo, date le tante novità della direttiva, non potrà che riscriverlo ex novo. Ed è probabile che la strada che verrà seguita sia quella della legge delega di riscrittura di tutto il Dlgs 152». Questo comporterà però una strada lunga e ancora un periodo d�incertezza normativa, nel quale si trovano già da tempo le aziende, le pubbliche amministrazioni e gli organi di controllo. Vi sono riscontri negativi anche in Toscana? E in quali settore principalmente? «L�incertezza normativa fa parte di un�anomalia italiana. Prima del Ronchi si procedeva con il recepimento di singole regole dettate dalle direttive, dopo si è assistito ad una vera e propria emorragia normativa con regole spesso in contraddizione per il continuo rimaneggiamento operato dai diversi governi che si sono succeduti, con un disagio notevole per gli addetti ai lavori. Auspichiamo che si arrivi ad una sintesi con questa nuova direttiva europea. E già il sistema legislativo regionale ha cercato di inserirsi in questo trend». Anche se la Toscana che ha avuto spesso una certa dinamicità nel cogliere gli aspetti innovativi, si trova poi spesso ad essere carente sugli aspetti operativi. Non le sembra? «La Toscana fa sempre l�avanguardia e poi si assesta. E� successo per le raccolte differenziate, per gli accordi sugli inerti. Adesso anche con la nuove regole sugli Ato è guardata con interesse da altre regioni avanzate sul sistema di gestione dei rifiuti come la Lombardia e il Veneto». Sì, ma anche sulla pianificazione dei rifiuti speciali è stata all�avanguardia ma poi non ci sono impianti «Quello del gap tra pianificazione, legislazione ed operatività è un problema di tutte le regioni. Ma l�attivismo dell�assessore Bramerini sta facendo recuperare molta strada».Possiamo prendere 191212
March 09, 2009
Località: ItalyPossiamo prendere CDR
March 09, 2009
Località: Italy| This email was sent to wastexchange1.sw33tf33t@blogger.com. If you no longer wish to receive these emails, you can immediately unsubscribe for this campaign, or opt-out of all emails from Riciclamente. Powered by Nourish. | |
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